E Bergamo paga
Questo Urlo è per svegliare quella parte di Italia - che sta più o meno dentro il perimetro del raccordo anulare - così distratta o prigioniera dei luoghi comuni da ritenerci un po’ polentoni e molto furbacchioni.
Questo Urlo è per svegliare quella parte di Italia - che sta più o meno dentro il perimetro del raccordo anulare - così distratta o prigioniera dei luoghi comuni da ritenerci un po’ polentoni e molto furbacchioni.
L’aria che tira non è delle più favorevoli per Maurizio Landini, ai primi passi da leader politico e già alle prese con qualche gaffe. Per un sindacalista del suo calibro non dev’essere stato facile digerire quella inanellata due giorni al talk show televisivo «L’aria che tira» su La7.
La politica italiana somiglia sempre più a un luna park. Non è la solita denigrazione crassa, è un rilievo scientifico: per farla funzionare servono i gettoni.
Non ci sono più i tedeschi di una volta, e questo non è detto che sia un male. Ma qui si intende l’estinzione progressiva dei nibelunghi con il monocolo sull’anima, quei teutoni tutto d’un pezzo che non si fidavano di nessuno ma dei quali potevi fidarti sino alla morte, previa stretta di mano.
I contratti a tempo determinato hanno un fastidioso difetto, terminano». Era il modo un po’ urticante di affrontare l’argomento da parte di un famoso direttore di giornali non abituato a interrompere rapporti di lavoro causa crisi. Il problema è capire, quando terminano? Nella domanda c’è il senso della nostra riflessione.
Le miss da passerella sono sei. Stanno sedute su un muretto e alle spalle hanno un ambiente di degrado urbano post atomico per sottolineare la precarietà della nostra società; questi art director ne sanno una più del diavolo.
La creatività senza limiti è una peculiarità del mondo occidentale. E si può sintetizzare con una frase che rappresenta la prateria in cui corre libero l’estro: vale tutto. Un passo oltre il più ribelle «Vietato vietare» di qualche decina d’anni fa; allora l’obiettivo era rompere le ultime catene dei rapporti sociali, oggi fare la prima cosa che ci passa per la testa.
La frase del momento è rinegoziare il debito. L’altra sera ho tentato di rinegoziare il conto in un ristorante greco, ma è andata buca. Altri ci riescono, per esempio il ministro Varoufakis, prezzemolone freak del governo Tsipras, che ha ottenuto nuovi aiuti da parte dell’Europa con l’assenso a larga maggioranza (ieri al Bundestag) persino dei tedeschi.
Genitori sportivi o genitori hooligans? Metti una mattina in Confindustria Bergamo a trattare un argomento così spinoso e a trovarlo semplice, com’era semplice un fischio di Paolo Casarin in un derby, come appariva semplice la pedalata di Felice Gimondi in fuga.
«Quando muoio vado in paradiso perché adesso sto vivendo all’inferno». Era una delle sue frasi preferite nel Vietnam della guerra sporca, quella che fece perdere l’innocenza agli americani. Oriana Fallaci, la donna del fronte con la mimetica dalle mille tasche nella quale, prima che una penna, cercava una sigaretta.
Fu certamente pizza margherita con mozzarella di bufala, la mia preferita, quel giorno al Vesuvio di fronte a Claudio Galimberti detto il Bocia. Mi è sempre interessato il mondo delle curve, me n’ero occupato da Italia 90 (gli hooligans) al caso Spagnolo, ragazzo ucciso a Genova dalla banda del Barbour. Preistoria.
La chiamavano legge della strada, la facevano raccontare da Vittorio De Sica e interpretare da ragazzini allo sbando nella Napoli del dopoguerra. Sciuscià.
Si avvertono in Italia refoli di ripresa. Non vorremmo essere troppo ottimisti, ma un po’ siamo stanchi del pessimismo cosmico del mondo dei media e un po’ riteniamo che in questo inizio di 2105 si stiano concretizzando i presupposti perchè l’inversione di tendenza si consolidi.
Come volete che venga ucciso? La macabra domanda, formulata come se si trattasse di scegliere se il branzino dovrà essere al sale o all’acqua pazza, ha imperversato sul web, nella pancia dei siti mediorientali più favorevoli ai guerriglieri dell’Isis e alla loro fanatica visione del mondo. Il destinatario del quesito era il pilota dell’aviazione giordana abbattuto con il suo F16 durante un’azione…
«Le azioni non si contano, si pesano». Il motto preferito di Enrico Cuccia diventa paradigma di modernità nella partita che il governo Renzi ha aperto con le banche popolari, non si sa se per uniformarsi alle richieste della Bce o per abbattere quella che nel sistema creditizio veniva chiamata «la foresta pietrificata» refrattaria ad ogni cambiamento. Oppure per tutti e due i motivi.
Gli effetti d…
Le chiamano commissioni permanenti e il Comune di Agrigento ha preso in parola la dicitura: le sue faticano anche di notte. Non è una battuta, ma l’analisi di un anno di lavoro, il 2014, nel quale le sei commissioni permanenti (la uno per sviluppo e occupazione, la tre per servizi sociali e sanità, le altre per il traffico, l’ambiente, lo sport, la cultura) si sono riunite 1.133 volte, per una me…
È costato 13 milioni ed è durato nove giorni. Il pensiero corre subito a un enorme yacht finito sugli scogli o scomparso nel mar dei Sargassi. O a uno sfortunato centravanti ingaggiato a suon di bigliettoni e infortunatosi scivolando sul sapone in doccia.
La foto simbolo è una ragazza imbacuccata in guanti e sciarpa rosa che esulta davanti alla Banca di Lituania. Il motivo sembra così importante da suscitare entusiasmo: il suo Paese è entrato nell’euro.
La multa è impegnativa, ma non proibitiva per un colosso mondiale: mezzo milione di euro. Il motivo è persino scontato: il sito di recensioni, consigli di soggiorno e ristorazione Tripadvisor non avrebbe fatto nulla per evitare la commistione di giudizi legittimi e del tutto onesti degli avventori con opinioni meno genuine, anzi interessate nel bene e nel male.
I social network potevano inventarli solo degli americani della costa occidentale. Il sole della California, Blue moon, la tavola da surf, i film di Jim Carrey, una vita decappottabile e sullo sfondo il Golden Gate.