Droni e voto Onu, allerta a Mosca
MONDO. I due droni che sono arrivati sul Cremlino sono certo un attentato.
MONDO. I due droni che sono arrivati sul Cremlino sono certo un attentato.
MONDO. È di certo un caso, ma la conferenza bilaterale di Roma sulla ricostruzione dell’Ucraina si è svolta, ieri, nel trentasettesimo anniversario del disastro di Chernobyl, dove uno dei reattori della locale centrale esplose nel più grave incidente nucleare della storia.
ESTERI. L’ordine è stato improvviso e a sorpresa. Alle 2,30 del mattino di Mosca di venerdì scorso la Flotta del Pacifico è stata messa in stato di massima allerta. Ci mancavano anche i russi.
IL COMMENTO. Almeno 11 morti: è il bilancio parziale dell’ennesimo bombardamento dell’esercito russo su un condominio in Ucraina. È avvenuto nella regione di Donetsk, in quel Donbass spesso raccontato come luogo dove le vittime sono solo russofile, nel primo tempo del conflitto in corso iniziato nel 2014.
La Cina punta a un "cambiamento radicale" nella ricerca per rispondere alla sfida lanciata dagli Stati Uniti e promuovere l'autosufficienza in campo scientifico e tecnologico: questa l'analisi che pubblica la rivista Science sul suo sito , raccogliendo i commenti di …
MONDO. Il Piano di pace in dodici punti, presentato da Xi Jinping nell’ambito del recente incontro strategico con Putin, non fornisce alcuna indicazione specifica per la soluzione della guerra in atto in Ucraina, se non la proposta di delineare un «nuovo ordine mondiale» che porti alla pace.
Mondo. Quello che la Russia cerca dalla Cina è chiaro: spazio strategico contro l’isolamento rispetto all’Occidente e ossigeno economico contro le sanzioni. Non a caso ieri Vladimir Putin ha esaltato gli scambi commerciali, che nel 2022 sono arrivati alla cifra record di 185 miliardi di dollari e nel 2023 sfonderanno la quota anche simbolica dei 200 miliardi.
Mondo. La mediazione cinese ai massimi livelli è ormai ai blocchi di partenza, anche se, obiettivamente, non sono molte le possibilità di riuscita. Ma ci si proverà lo stesso a fermare la tragedia ucraina soprattutto perché i pericoli di allargare il conflitto stanno aumentando sensibilmente.
Esteri. A quasi un anno dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina ieri è stato un giorno delicato e intensissimo per le sorti del conflitto. Il giorno di Giorgia Meloni a Kiev. Il giorno del capo della diplomazia cinese Wang Yi, giunto a Mosca per proporre un piano di pace.
Davos è una cittadina di poco più 10mila anime, incastonata sulle Alpi svizzere, che passerà alla storia per aver fatto da sfondo al romanzo «La montagna incantata» di Thomas Mann, pubblicato nel 1924. La stessa località sale ciclicamente agli onori della cronaca perché ospita un appuntamento chiamato «World economic forum», o Forum economico mondiale.
Crisi climatica.«Un risultato importante è la riapertura del dialogo tra Cina e Stati Uniti. Si tratta di un dialogo fondamentale per realizzare una coalizione abbastanza ampia da raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Il dialogo si era interrotto con l’amministrazione Trump ed era peggiorato negli ultimi anni. Mi sembra che questa apertura sia un buon segnale».
Non bisogna credere che le autocrazie risolvano i problemi meglio e più velocemente delle democrazie. All’apparenza potrebbe sembrare che sia così.
Prima Joe Biden. Poi Recep Tayyep Erdogan. Per finire Xi Jinping. Mica male come battesimo del fuoco per la premier Giorgia Meloni, unica donna presente al massimo livello, come capo di un Governo, al G20 di Bali. Eppure l’incontro con le tre grandi volpi della politica internazionale era la forca caudina che prima o poi andava superata.