Elezioni Usa, il sorpasso di Trump Segui i risultati in tempo reale
Gli Stati Uniti scelgono il loro 45esimo presidente. Per la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump è il giorno della verità.
Gli Stati Uniti scelgono il loro 45esimo presidente. Per la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump è il giorno della verità.
Donald Trump è ancora in corsa. Al termine del secondo dibattito tra i due candidati per la Casa Bianca del 2016, quello che secondo molti commentatori avrebbe dovuto sancire la volata finale della sua rivale Hillary Clinton, il magnate newyorchese ha invece ribadito che la sfida elettorale è ancora aperta.
Chi pensa che Hillary Clinton abbia già nuovamente un piede nella Casa Bianca farebbe bene a ricredersi, almeno fino a metà ottobre. Anche se l’ex first lady è in testa nei sondaggi, la storia delle Presidenziali insegna che la vittoria si ottiene solo «nell’ultimo miglio».
Il primo faccia a faccia tra Hillary Clinton e Donald Trump, principali candidati alla presidenza degli Stati Uniti, non si è concluso con un a vittoria schiacciante per uno dei due protagonisti.
Benedetta Russia, se non ci fosse bisognerebbe inventarla. È questo il mantra della presidenza Obama, anche adesso che si tratta di lanciare Hillary Clinton verso una presidenza che pareva garantita e, con grande sorpresa di tutti, viene ora messa in discussione da cavallo pazzo Trump.
«Nel 1971 ho incontrato una ragazza...». Accolto da un fiume di applausi Bill Clinton prende la parola per raccontare Hillary, la loro storia d’amore e cercare di far innamorare anche gli americani di sua moglie.
Quattro mesi fa, all’inizio della stagione delle primarie, nessuno – ma proprio nessuno – avrebbe immaginato né che l’outsider Trump avrebbe sbaragliato i rivali e ottenuto la certezza della nomination repubblicana molto prima della Convention del partito, né che Hillary Clinton sarebbe stata costretta a lottare fino all’ultimo per respingere l’assalto di un semisconosciuto senatore settantatreen…
Se, oggi, possiamo azzardare la previsione che, in novembre, sarà Hillary Clinton e non Donald Trump a diventare presidente degli Stati Uniti lo dobbiamo a chi, nel tentare il vaticinio, ha qualcosa da guadagnare e, soprattutto, da perdere: i bookmaker.