Quattro donne e un passato di dolore, traumi e fragilità
LA RECENSIONE. Una casa dispersa nella campagna, una morte imprevista e ancora totalmente inspiegabile.
LA RECENSIONE. Una casa dispersa nella campagna, una morte imprevista e ancora totalmente inspiegabile.
LA RECENSIONE. Tradotta per la prima volta in italiano, «Oreste o l’arte del sorriso» è una favola dolce e delicata scritta e illustrata da Domenico Gnoli, tra più rilevanti e al tempo stesso appartati artisti del Novecento italiano, la cui fama tuttavia esplose ben prima negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone che in Italia.
LA RECENSIONE. Premio Nobel per la letteratura nel 2023, lo scrittore e drammaturgo norvegese Jon Fosse ha scritto nella sua carriera romanzi, racconti, poesie, libri per bambini, saggi e opere teatrali, tradotti in oltre quaranta lingue.
IL LIBRO DELLA SETTIMANA . «Cosa c’entrano le stelle»È un volume raro ed essenziale per avvicinarsi e conoscere meglio la figura di un teologo originale ed eclettico
LA RECENSIONE. Sorta di diario pubblico in forma di catalogo intimo e privato, l’ultimo libro di Vittorio Sgarbi, «Natività. Madre e Figlio nell’arte» (La nave di Teseo), vive di una tensione inedita e a tratti dolorosa, che detta il passo di una relazione, quella tra madre e figlio, irrisolta eppure meravigliosamente studiata, indagata e celebrata nei secoli.
LA RECENSIONE. La Premio Nobel per la letteratura 2024 conferma con «Non dico addio» la forza e la capacità di agire su un punto minimo, su una protagonista esile per descrivere e dare corpo ad un tempo grande e difficile, buio e terrificante da contenere non banalizzandolo come quello che fu per la Corea la fine degli anni Quaranta.
LA RECENSIONE. Due vite distanti, a tratti agli antipodi, un’origine comune e ora un dolore che in qualche modo unisce, seppure nelle differenze e in quella incapacità tutta tipica di una generazione - la Z - di capire e affrontare i cambiamenti, tanto più se luttuosi.
LA RECENSIONE. Jonathan Littell ha abituato i suoi lettori, fin con il suo esordio «Le Benevole» (Einaudi), ad esplorare il male e la crudeltà fin dentro ai suoi anfratti più tetri.