Sicurezza sul lavoro, nel 2023 i morti sono già raddoppiati
L’ALLARME. Da gennaio a maggio 11 le vittime, erano 6 nello stesso periodo del 2022. Il totale degli infortuni calato del 3,23%, meno della media lombarda.
L’ALLARME. Da gennaio a maggio 11 le vittime, erano 6 nello stesso periodo del 2022. Il totale degli infortuni calato del 3,23%, meno della media lombarda.
I dati Inail. Le denunce di infortunio nella Bergamasca sono passate dalle 11.930 del 2021 alle 13.359 dello scorso anno.
I numeri. I dati dai sindacati che sabato parteciperanno alla manifestazione di Roma. Nella nostra provincia ogni giorno 38 denunce di infortunio e più di un infortunio mortale al mese.
Enti bilaterali. Voucher per i libri di testo dei figli, indennità per pagare la retta dell’asilo nido dei più piccoli e un importante contributo dedicato direttamente ai dipendenti che studiano e contemporaneamente lavorano. In provincia di Bergamo le prestazioni di Elba e Wila riguardano circa 24mila persone al lavoro in 6.500 imprese.
Incidenti sul lavoro. In due giorni nella nostra provincia hanno perso la vita due giovani lavoratori: Omar Ait Yussef di 31 anni e Gianluigi Marchesi di 34 anni. Le dinamiche dei due gravi infortuni mortali lasciano tutto il mondo del lavoro bergamasco incredulo su quanto accaduto.
L’evento A giugno la scuola all’Accademia Gera d’Adda: è il secondo anno consecutivo. Durerà 5 giorni: già aperte le iscrizioni tra i 7 e i 16 anni. In programma anche lezioni di spagnolo.
La Cgil Bergamo «L’ennesima giovane vittima sul lavoro - sottolineano - non può e non ci deve lasciare indifferenti».
Da gennaio a novembre 2021, a Bergamo 10.795 denunce: in aumento rispetto al 2020. I morti sono stati 18, lo stesso numero pre-pandemia.
Sono quelli finiti nel 2021 in isolamento fiduciario. L’Inps non riconoscerà più l’indennità: «Dal governo niente fondi per quest’anno». Sforbiciata retroattiva
Stabilite le classi di priorità, ma intanto la campagna per età è già nel vivo. I sindacati: da non sprecare il lavoro fatto con le imprese.
Il sindacato orobico ha diffuso una nota con dati Inail aggiornati al 15 giugno sulle morti bianche causate dal coronavirus, e la nostra provincia detiene il triste primato.
La maggior parte sono lavoratori del settore meccanico e, ma anche parrucchieri ed estetisti.
Il segretario generale provinciale della Cgil Peracchi: «Numeri alti, in continua progressione, mai visti in precedenza».
Cgil, Cisl e Uil denunciano: «Nell’accordo firmato con Regione Lombardia alla nostra provincia vengono destinati un tecnico della prevenzione e un medico, su un totale di 46 contratti a tempo indeterminato. Le forze sono insufficienti».