Zerowatt, fine di un’era ad Alzano: le ruspe a fine mese

IL CANTIERE. Dopo 26 anni di abbandono, il 26 ottobre inizierà la demolizione. Dal 1957 qui si fabbricarono lavatrici. «Un dovere dare nuovo futuro a questi spazi».

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Alzano Lombardo

La prima «pinzata» delle ruspe è in programma per lunedì 26 ottobre. A celebrarla ci sarà un evento artistico, dove luci e colori non potranno non provocare un pizzico di nostalgia per la storia dell’area, nella quale sono state coinvolte tantissime persone e famiglie della città.

L’operazione che si avvierà nelle prossime settimane nell’area dismessa dell’ex Zerowatt di Nese, frazione di Alzano, è, nelle parole del sindaco Camillo Bertocchi, «un passaggio storico per la nostra comunità». Una delle tante aree industriali dismesse che punteggiano il territorio della Bassa Valle Seriana si avvia alla sua rinascita. Mentre tante altre restano ferme al palo - e avviate al degrado - questa zona di Nese, abbandonata da oltre un quarto di secolo, fa il suo primo passo per rinascere in una forma tutta nuova, che dovrebbe mantenere la sua vocazione produttiva.

Dopo 26 anni di inattività e abbandono, il sito industriale - circa 26mila metri quadrati, nella zona della Busa, di cui 10mila oggetto di demolizione e 16mila recuperati - si avvia a cambiare volto grazie all’acquisizione dell’area da parte del Gruppo Impresa Bergamelli e a una scelta strategica e politica dell’amministrazione comunale di Alzano.

«La svolta è giunta con l’approvazione del nuovo Piano di governo del territorio nel 2025, attraverso il quale è stato introdotto un efficace sistema di incentivi urbanistici per la soluzione dell’area dismessa - spiega il primo cittadino di Alzano, Camillo Bertocchi -. Tale provvedimento impone la demolizione delle strutture abbandonate entro un anno dall’entrata in vigore delle nuove norme urbanistiche: una norma fortemente voluta dall’Amministrazione per sbloccare la situazione di degrado». La sollecitazione temporale ha impresso infatti una spinta sull’acceleratore per questa al pari di quanto dovrebbe accadere, spera l’Amministrazione, anche per altre aree dimesse, come l’ex cotonificio Valticino.

Al lavori dal 1957 al 2001

La produzione di piccoli elettrodomestici - dalle aspirapolveri alle piastre elettriche, dalle macchine da caffè ai ventilatori - è andata avanti qui dal 1957 fino al 2001, anno in cui l’azienda, acquisita da Candy, ha chiuso la produzione per trasferirsi a Brugherio. Le proteste e le contrattazioni sindacali non hanno portato, allora, a nessun risultato, e ad Alzano è rimasto solo questo imponente pezzo di storia che ha fatto poi sentire presto i segni del passaggio del tempo. A ricordare il valore dell’azienda per il territorio (i dipendenti sono arrivati a sfiorare quota 500) dal 2023 c’è un’opera d’arte di Francesco Lussana, la scritta «Zerowatt» con il suo celebre colore rosso Ral 3001.

«Il futuro dell’area non è ancora definito nei dettagli, ma il sindaco anticipa che «porterà, verosimilmente, alla realizzazione di un nuovo comparto dedicato all’artigianato leggero, garantendo nuova linfa economica, posti di lavoro e un contesto urbano riqualificato e sostenibile»

«La Zerowatt fa parte dell’identità e del cuore industriale del nostro territorio - sostiene ancora il sindaco -: per oltre 50 anni è stata un simbolo di innovazione, tecnologia, ricchezza e lavoro, portando il nome della nostra comunità ai vertici della produzione. Ma oggi abbiamo il dovere di guardare avanti e dare nuovo futuro a questi spazi».

«Per oltre 50 anni è stata un simbolo di innovazione, tecnologia, ricchezza e lavoro, portando il nome della nostra comunità ai vertici della produzione. Ma oggi abbiamo il dovere di guardare avanti e dare nuovo futuro a questi spazi»

Raccolta la sfida normativa lanciata dal Pgt, Impresa Bergamelli darà dunque avvio, a partire dalla fine di ottobre, agli interventi di abbattimento dei volumi fatiscenti. Completata la demolizione e la pulizia del sito, si aprirà la fase di progettazione urbanistica ed edilizia. Il futuro dell’area non è ancora definito nei dettagli, ma il sindaco anticipa che «porterà, verosimilmente, alla realizzazione di un nuovo comparto dedicato all’artigianato leggero, garantendo nuova linfa economica, posti di lavoro e un contesto urbano riqualificato e sostenibile».

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