Troppe auto sulla statale 671: «Serve un comitato, una strada adeguata per la Val Seriana è un’esigenza di tutti»
IL DIBATTITO. Il presidente della Comunità Montana, Giampiero Calegari, raccoglie il grido d’allarme degli imprenditori. «Lavorerò per riunire consiglieri regionali, parlamentari e associazioni di categoria».
Lettura 1 min.Una prima novità già è arrivata, ma il lavoro da fare resta tanto, e per questo verrà costituito un comitato ad hoc: la Comunità montana Valle Seriana annuncia i primi passi per provare a risolvere – o, quantomeno, ad alleviare – i disagi della viabilità sulla statale 671. Nelle scorse ore è arrivato un nuovo grido di allarme da parte degli imprenditori seriani, che hanno sottolineato i danni subìti quotidianamente nelle proprie attività per le code infinite che i loro mezzi si trovano ad affrontare e hanno chiesto che venga data la giusta attenzione alla valle, anche alla luce del suo peso economico.
Il semaforo di Colzate
Il presidente dell’ente che riunisce i 38 Comuni della valle, Giampiero Calegari, sottolinea innanzitutto una novità già in vigore da alcune settimane e che riguarda il semaforo situato sul territorio di Casnigo ma associato da tutti al nome di Colzate, perché utilizzato dagli abitanti di quest’ultimo comune per accedere alla 671. La sperimentazione della primavera scorsa (con un periodo di «allungamento» del rosso in uscita da Colzate e un periodo di spegnimento totale) non ha portato Anas a compiere il passo invocato da molti, ovvero lo spegnimento dell’impianto. «Ci hanno già detto che questo non potrà avvenire per la presenza dell’area industriale sul lato destro della strada rispetto a chi sale – spiega Calegari –, ma abbiamo ottenuto che venga aumentato il tempo del semaforo rosso per chi esce dal paese di Colzate: è stato quasi raddoppiato rispetto a com’era prima». Il presidente ammette che «non è un cambiamento radicale, ma è già qualcosa, perché essendoci un tempo di attesa così lungo le persone di Colzate sono spinte ad andare alla rotatoria di Vertova per accedere più velocemente alla 671».
I punti critici
I punti critici restano tanti, dalle curve della Selva (per cui è stato finanziato il progetto della variante, ora in fase di redazione da parte di Anas) all’uscita di Gazzaniga. E Calegari annuncia che questa settimana farà un nuovo passo, all’insegna del coinvolgimento di tanti attori interessati. «Da domani (oggi, 28 settembre, per chi legge, ndr) lavorerò per costituire un comitato che includa, oltre alla Comunità montana, anche consiglieri regionali, parlamentari, imprenditori, artigiani e commercianti, attraverso le associazioni di categoria. Chiederò l’adesione di tanti soggetti coinvolti sul tema della viabilità e lavoreremo insieme per trovare delle soluzioni e far sentire la nostra voce».
L’obiettivo, infatti, è che le esigenze della Val Seriana ricevano la giusta considerazione: «Dobbiamo unirci per far capire che avere una strada più adeguata è un’esigenza di tutti». E riguardo le proteste degli imprenditori, raccolte sull’edizione di domenica de «L’Eco di Bergamo», Giampiero Calegari sottolinea che «ha ragione Attilio Fantoni quando dice che questa strada veniva percorsa già da suo nonno con il carretto: è rimasta la stessa, ma non è più adeguata alle esigenze della Val Seriana di oggi. Non ci arrendiamo e continuiamo a lavorare perché qualcosa si riesca a migliorare».
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