Nembro, l’ultimo saluto a Luca Piccinini: «Ciò che costruiamo con amore non va perduto»

I FUNERALI. «La morte improvvisa e ingiusta di Luca ci lascia tutti sgomenti e pieni di dolore». Chiesa gremita per i funerali del bergamasco, morto in un incidente sul lavoro.

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Nembro

La chiesa parrocchiale di San Martino a Nembro è gremita di fedeli, con tanta gente rimasta in piedi. Ad accogliere sabato mattina 26 settembre, in un silenzio che sa di preghiera, il feretro di Luca Piccinini, deceduto nei giorni scorsi in un tragico incidente in cantiere, sono in tantissimi gli amici e conoscenti che si stringono ai suoi familiari, raccolti nel dolore, alla moglie Gabriella, ai figli Marco, Matteo e Sara, ai nipoti e parenti. Un tenero abbraccio circonda Giovanni, il papà di Luca.

«Noi ci troviamo qui oggi con il cuore spezzato – ha detto nell’omelia don Antonio Guarnieri, arciprete di Nembro - per dare l’ultimo saluto ad un uomo che ha speso la sua vita creare, costruire, proteggere la sua vita e la sua famiglia con il sudore della fronte. La morte improvvisa e ingiusta di Luca ci lascia tutti sgomenti e pieni di dolore».

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«Non parlava con grandi o complesse parole, Luca faceva parlare i fatti: la sua puntualità e precisione, la sua instancabile presenza nei cantieri del lavoro e della vita - ha aggiunto il sacerdote -. Non possiamo non pensare che anche Gesù abbia condiviso questo stesso destino, lavorando a bottega anche lui, con le mani. Conosceva la fatica e il peso degli attrezzi, il valore dell’onesto lavoro quotidiano. Oggi noi qui affidiamo Luca a quel maestro carpentiere che ora lo accoglie a braccia aperte. Ciò che noi costruiamo con amore e dedizione, non va mai perduto».

Intenso e toccante il saluto che la figlia Sara ha voluto rivolgere al papà: «Avrei voluto dirti tante cose – ha pronunciato commossa tra le lacrime -, trovo ingiusto che non ci sarai alla mia laurea. Insomma, papà mi mancherai e forse più domani che oggi. La verità è che mi mancherai per sempre».

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