I sacristi a Leffe: «I primi passi da chierichetto e poi la scelta»

LE STORIE. L’Unione diocesana degli addetti al culto di Bergamo si è riunita a Leffe per il ritiro quaresimale. Gli iscritti sono 67. Domenica 6 aprile la Messa col Vescovo Bravi.

C’è chi ha lasciato il lavoro precedente, chi ha appena iniziato, chi porta avanti una tradizione. Il sacrista è il «dietro le quinte» di una chiesa, figura fondamentale per rendere un edificio di culto un luogo di comunità. Con 67 iscritti, l’Unione diocesana degli addetti al culto di Bergamo è confortata soprattutto dalla presenza di giovani e donne. Quest’anno il ritiro quaresimale dei sacristi della Diocesi si è tenuto a Leffe, nel quadro del Settenario della Beata Vergine Maria Addolorata, la “Madonnina” cui i leffesi sono molto devoti. Un’occasione di incontro, quella di martedì pomeriggio (erano una quarantina i presenti), anche per confrontare esperienze di vita.

I giovanissimi

Il più giovane iscritto presente era Michele Zanotti, classe 2002 (il 17 aprile farà i 23 anni), che dallo scorso ottobre serve la parrocchia del Tempio Votivo della Pace di Santa Lucia a Bergamo. Di Azzano San Paolo, «la passione mi è nata da bambino - rammenta - nella parrocchia di Zogno, dai miei nonni. Iniziai a fare il chierichetto e a interessarmi della storia della parrocchia e della sua arte, e dopo la messa suonavo le campane, manualmente». Un altro giovanissimo (non ancora iscritto) è Mattia Facchinetti, 19 anni, sacrista nella prepositurale di San Zenone a Cene: «Ho cominciato come chierichetto in Vall’Alta di Albino, poi mi sono appassionato all’organo e da un paio d’anni mi sono avvicinato al mondo della sacrestia».

C’è chi ha lasciato il lavoro

Il “padrone di casa”, Nicolò Martinelli, sacrista 26enne a Leffe, ricorda «di aver prestato il servizio come volontario da quando avevo 7 anni fino a quattro anni fa, quando sono stato assunto. Come in ogni lavoro, ci sono responsabilità: la preparazione della chiesa per le varie feste, la pulizia degli ambienti, la custodia degli arredi sacri e le manutenzioni». Non manca chi ha lasciato il lavoro (come Jacopo Carminati, 50enne, che 25 anni fa lasciò il posto da impiegato per dedicarsi alla parrocchia di San Giovanni Battista di Stezzano) e nemmeno le quote rosa.

Come Renza Carrara, «72 primavere», che da più di 30 anni è custode del Santuario della Madonna dello Zuccarello (Nembro), portando avanti una tradizione di tre generazioni. «Mio nonno iniziò al santuario nel 1905, poi hanno proseguito mio padre e mia madre, infine ci sono io, che chiuderò la tradizione». «Noi cerchiamo di muovere soprattutto il mondo giovanile», spiegano Claudio Sala, presidente dell’Unione diocesana addetti al culto di Bergamo, e il suo vice Marco Pagani (che è anche consigliere nazionale). «Vogliamo intensificare la collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano e l’associazione ambrosiana, per vicinanza e per comunione di intenti, nonché con il consiglio nazionale». Il clou del Settenario sarà domenica 6 aprile, con la messa delle 10 e la processione della Madonnina dalle 15,30. Tutti gli appuntamenti si trovano sul sito www.parrocchiasanmichelearcangeloleffe.it e sui social parrocchiali.

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