Ammanchi sui conti delle Poste di Rovetta. Un uomo: «Spariti 10mila euro, mi servivano per l’affitto»

LA TESTIMONIANZA. Ammanchi sui conti per mezzo milione, ex direttrice indagata. Coda di clienti all’ufficio postale per le verifiche. Per ora solo due denunce, ma altre sono in arrivo.

Lettura 2 min.

Rovetta

È stato un andirivieni continuo di persone lunedì mattina nell’ufficio postale di Rovetta per controllare la consistenza di conti correnti, libretti postali e buoni e scongiurare eventuali ammanchi dopo la notizia diffusa sabato del licenziamento e della denuncia dell’ormai ex direttrice - una quarantenne di Fino del Monte, un tempo portalettere - a seguito della sparizione di circa 500mila euro dai risparmi dei clienti dell’ufficio postale di Rovetta.

Ufficialmente risultano solo due le denunce presentate finora, quelle firmate a giugno da marito e moglie ottantenni a giugno di una coppia di 84enni cui sarebbero stati sottratti 148mila euro (90mila a lui e 58mila a lei) da conti e libretti. Ma altre sarebbero in arrivo. Molti clienti stanno in questi giorni recuperando la documentazione per poi rivolgersi ai carabinieri della Compagnia di Clusone che stanno indagando sulla vicenda. Secondo la relazione di due ispettrici di Poste Italiane, trasmessa alla Procura di Bergamo, l’ammanco totale si aggirerebbe sul mezzo milione di euro. Secondo le prime stime sarebbero una decina conti e libretti da cui la donna avrebbe attinto indebitamente denaro.

Direttrice licenziata a settembre

La donna è stata licenziata a settembre. Poste Italiane hanno garantito il rimborso ai clienti delle somme sottratte. L’ex direttrice è indagata nel fascicolo aperto dal pm Maria Esposito. Peculato o appropriazione indebita è il reato che potrebbe essere contestato insieme al falso (per i prelievi indebiti l’ex direttrice, secondo l’accusa, avrebbe falsificato le forme delle vittime). Da verificare anche altre voci che nelle ultime ore hanno preso a circolare: quella secondo cui a ignari clienti sarebbero stati emessi titoli di credito fasulli.

La gente lunedì mattina era in coda dentro e fuori l’ufficio postale di via Bernardino da Siena sin dalle 8.20, orario di apertura. Erano tutti in attesa di poter entrare per verificare la consistenza dei propri risparmi e soprattutto che nel tempo non vi fossero stati dei movimenti anomali o ammanchi di denaro non giustificabili e non autorizzati.

I clienti in coda per verificare

«Volevamo già spostare i libretti dei figli», spiega un genitore con in mano i libretti postali cartacei dei figli minori confermando l’intenzione di voler verificare la regolarità dei depositi e spostare poi i soldi. «Voglio capire quanto mi è rimasto - spiega un’altra persona in attesa all’esterno dell’ufficio - e soprattutto controllare i buoni visto quanto abbiamo sentito. Siamo preoccupati». «Per fortuna è tutto in ordine», commentano sollevati altri allontanandosi. «Tornerò per controllare i libretti dei nostri bambini», aggiunge una mamma. «Quando entravi in ufficio lei era sempre sorridente - spiega un signore descrivendo la ex direttrice di cui molti si fidavano proprio per la sua cortesia - forse troppo. Mai avrei pensato ad una cosa così». C’è chi, alla luce di quanto emerso, sta mettendo in fila degli atteggiamenti insoliti riferiti dagli anziani genitori o dai parenti.

«Spariti i miei 10mila euro»

Verso la tarda mattinata sono arrivate anche le telecamere delle tv nazionali e i carabinieri e tra i clienti più preoccupati anche un signore del posto: un plico di carte in mano e sguardo preoccupato. «Non c’è più niente», afferma l’uomo, che si dice pronto a recarsi dai carabinieri per sporgere denuncia e sperare nel rimborso garantito da Poste Italiane. «Non so cosa faceva dall’altra parte del bancone, come faccio a saperlo? - continua il cliente -. Quei soldi, non erano una grande cifra ma erano circa 10 mila euro e ora non ci sono più. Erano i soldi per vivere e per pagare l’affitto», aggiunge dopo aver raccontato di aver incontrato l’ex direttrice in giro per il paese: «Era tranquilla, come è possibile?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA