Clusone e Vilminore, l’abbraccio ai nuovi parroci: «Ora cammineremo insieme»

LE NOMINE. Nella cittadina seriana l’arrivo di monsignor Davide Nembrini e del vicario interparrocchiale don Attilio Rossoni. Il centro della Val di Scalve ha accolto con gioia don Michael Zenoni.

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Valli

Unite nella gioia dell’accogliere il nuovo parroco, l’arciprete monsignor Davide Nembrini e il vicario interparrocchiale don Attilio Rossoni, sabato pomeriggio le comunità di Clusone e Fiorine hanno iniziato il nuovo cammino come comunità unita. I due sacerdoti sono giunti al Santuario del Paradiso accompagnati dalla banda cittadina e accolti dai bimbi delle scuole d’infanzia, dai ragazzi delle società sportive e dalle autorità civili e militari. Dopo la preghiera davanti all’altare dell’Addolorata con tutti i sacerdoti presenti e i seminaristi, in corteo tra le vie del paese decorate a festa e con tableau vivant (ispirati alle opere di Van Gogh e Philip Galle) che rievocavano le parabole del Buon Seminatore, del Buon Samaritano e del Buon Pastore, hanno raggiunto piazza dell’Orologio per il saluto delle autorità.

«Comunità viva»

Il sindaco di Clusone, Massimo Morstabilini, accanto al sindaco di Treviolo Pasquale Gandolfi, ha dato il benvenuto al nuovo parroco e al vicario. «Clusone è una città viva e bellissima ma sono soprattutto le persone di cui vado fiero – ha detto il sindaco –. Qui c’è tanto volontariato e una comunità viva». Sempre in corteo, con il coro Idica, le confraternite, le autorità e rappresentanti delle comunità di provenienza i sacerdoti hanno raggiunto la Basilica per il saluto della comunità, il solenne rito d’ingresso e la Messa presieduta dal Vicario generale, monsignor Davide Pelucchi. «Le nostre comunità hanno una propria storia e sensibilità – il saluto della comunità –. La nostra sfida è che questa varietà non diventi divisione ma ricchezza. Aiutateci a camminare insieme senza lasciare indietro nessuno».

Attraverso l’immagine dell’Orologio Fanzago, che scandisce il tempo della città di Clusone, monsignor Pelucchi nell’omelia ha augurato ai due sacerdoti di «guidare la comunità di Clusone e Fiorine mettendo al centro Cristo, donando tempo alle vostre comunità e aiutando i fedeli con gesti umili e silenziosi», ha detto richiamando il tempo unificato dell’unica lancetta del meraviglioso Orologio. «Grazie a tutti – ha detto monsignor Nembrini –. Ora siamo chiamati a metterci al servizio gli uni degli altri per creare una comunità unita», ha aggiunto l’arciprete ricordando le priorità pastorali: famiglia, adolescenti e giovani, anziani e ammalati.

Grande festa anche a Vilminore per l’ingresso del nuovo arciprete, don Michael Zenoni, che, dopo l’accoglienza all’arco di ingresso al paese, ha iniziato il suo mandato con la Messa delle 18, celebrata dal vicario locale don Antonio Locatelli. Ad accoglierlo l’intera comunità, ma anche diversi rappresentanti di Calusco d’Adda, dove don Zenoni è stato curato nei suoi primi sei anni di ministero. Oltre al sindaco di Vilminore Pietro Orrù, erano presenti anche i primi cittadini di Calusco, Terno d’Isola e Valgoglio, oltre all’assessore regionale alla Casa e housing sociale Paolo Franco.

«Accolto calorosamente»

Il nuovo arciprete ha detto di arrivare nel paese scalvino con «gioia, riconoscenza, entusiasmo, ma anche un po’ di trepidazione», sottolineando come «ogni nuovo inizio porta con sé il desiderio di fare bene e, allo stesso tempo, la consapevolezza della responsabilità che mi è stata affidata». Ha detto di essersi sentito «accolto calorosamente e con grande disponibilità» e di percepire, di fronte al nuovo incarico, «infinita gioia», ma anche «tanta preoccupazione al pensiero di non essere sufficientemente all’altezza di ciò per cui sono stato chiamato».

«Vorrei poter essere per ognuno di voi una guida spirituale sicura e un saldo punto di riferimento nella fede», si è augurato, aggiungendo il desiderio «che la nostra parrocchia sia una casa dove ogni persona possa sentirsi accolta. Vorrei essere per voi un sacerdote che sa ascoltare prima ancora di parlare, che sa accompagnare senza giudicare e che sappia ricordare a tutti che la porta della Chiesa è sempre aperta».

Infine, la richiesta ai nuovi parrocchiani: «Abbiate pazienza con me, soprattutto nei primi tempi, quando dovrò imparare nomi, volti, storie e abitudini. Aiutatemi a conoscervi e a comprendere questa comunità, mentre io vi prometto il mio impegno, la mia disponibilità e la mia preghiera».

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