«Costi insostenibili» l’ex ostello dei Tasso a Camerata Cornello chiude dopo 8 anni
TURISMO. Il gestore: 100mila euro di lavori fatti da me, il Comune paga solo la parte fatturata. Il sindaco: «Nel 2024 ridotto il canone e stabilito un piano di rientro, non possiamo derogare oltre».
Lettura 1 min.Camerata Cornello
L’Ostello Brembo (ex Ostello dei Tasso) di Camerata Cornello chiude dopo otto anni di attività. Punto di riferimento per l’accoglienza locale, la struttura ha terminato la propria gestione guidata da Fabrizio Siviero a causa della scadenza naturale del contratto d’affidamento e del mancato accordo tra il gestore e il Comune per il proseguimento del rapporto.
L’ostello ha rappresentato negli anni un importante presidio per il turismo valligiano, grazie ai suoi 25 posti letto, un ristorante interno da 120 coperti, una sala polivalente per eventi e un flusso medio che negli ultimi anni (come dichiarato dall’ormai ex gestore Siviero) superava le 15 mila presenze annuali tra ristorazione e pernottamenti.
La posizione del gestore
«Ho preso in carico la struttura nell’ottobre 2018 – spiega Fabrizio Siviero, giunto a Camerata Cornello nel 2018 da Milano dopo aver lasciato la carriera bancaria – investendo risorse private e un grande lavoro quotidiano per rendere sostenibile e attiva l’attività, creando una rete solida con i produttori locali e portando la materia prima della Valle Brembana al 90% nel nostro ristorante.
Negli anni sono stati necessari numerosi interventi straordinari sull’immobile e sul risparmio energetico. E all’origine dell’addio vi è infatti anche una complessa vicenda amministrativa legata alla manutenzione dell’immobile pubblico che non mi è stata compensata e alla sostenibilità economica dei canoni».
Nel 2024 «abbiamo sottoscritto una revisione contrattuale – aggiunge –, ma non siamo riusciti a trovare un punto d’intesa per il rinnovo sulla gestione dei costi pregressi e sugli interventi da completare. Ho presentato infatti un conto di circa 100mila euro di lavori fatti da me e il Comune mi ha risposto che mi sarebbe stata pagata da loro solo la parte fatturata. Essendo che molto lavoro l’ho fatto io non poteva quindi essere conteggiato». Da qui la rottura definitiva. «Di fronte all’impossibilità di proseguire a queste condizioni – conclude –, a malincuore ho scelto di chiudere questa esperienza, ma pronto a portare altrove l’idea di ristorazione a chilometro zero maturata sul territorio».
La posizione del Comune
Da parte sua, l’Amministrazione comunale di Camerata Cornello ricostruisce i passaggi dell’iter sottolineando la necessità di tutelare il patrimonio pubblico della comunità.
«Nel 2018 la struttura è stata affidata a seguito di bando di gara – dichiara il sindaco Andrea Locatelli – e nel 2024, proprio per venire incontro alle difficoltà di gestione avanzate dall’ex gestore, il Comune ha sottoscritto un nuovo contratto che prevedeva una riduzione di circa il 20% del canone pattuito inizialmente. In quella sede è stato concordato un piano di rientro al 2030 per le morosità maturate, fissato un canone bloccato per un eventuale rinnovo al 2034 e riconosciuti circa 14.500 euro a scomputo dei canoni per le manutenzioni documentate. L’ente ha mostrato la massima disponibilità nei limiti delle norme».
Tuttavia, conclude il sindaco, «le ultime proposte presentate dal gestore in fase di rinnovo sono risultate economicamente svantaggiose per il municipio e in contrasto sia con il bando iniziale che con l’accordo del 2024. Trattandosi di un bene pubblico della collettività, non era possibile derogare ulteriormente».
© RIPRODUZIONE RISERVATA