Addio al conte Medolago Albani: «Una vita al servizio dei bisognosi»

URGNANO. Aveva 87 anni ed era il referente dell’Ordine di Malta a Bergamo, impegnato in tante attività. Venerdì 28 marzo i funerali.

«Tuitio fidei et obsequium pauperum». Vale a dire: «Difesa della fede e servizio ai poveri». La regola del Sovrano Ordine militare di Malta, del quale era referente per la Bergamasca, ha caratterizzato tutta la vita del conte Augusto Medolago Albani, scomparso martedì a 87 anni al policlinico San Marco di Zingonia, dov’era stato trasportato sabato a seguito di un infarto. Nobile discendente della casata Medolago Albani, fino all’ultimo ha operato per il bene del prossimo, in particolare i malati e i poveri. In primis quale cavaliere di onore e devozione in obbedienza dell’Ordine di Malta, del quale faceva parte dal 1994, ma anche nell’associazione dei malati di sclerosi multipla, che tuttora accompagnava nelle visite guidandone il pulmino.

Il grande altruismo

Personaggio eclettico, ironico, instancabile, cristiano convinto, ha operato a lungo e con orgoglio nell’attività di aiuto ai poveri. Già presidente dell’Opera Pia «Maria Caleppio Ricotti», che assiste le famiglie dei carcerati, viveva in via Battisti a Bergamo, ma da qualche tempo aveva preso casa a Urgnano, dove si sarebbe trasferito a breve, anche per il suo legame con i padri Passionisti. «Per me è stato un caro amico – ricorda don Michele Carrara, cappellano dell’Ordine di Malta –: sempre disponibile, magari dal carattere un po’ burbero ma dal cuore molto grande, con i suoi valori, il suo stile e le sue idee di aiuto e altruismo che ha portato avanti per tutta la vita e fino all’ultimo, accanto ai malati». «Era volenteroso e attivo, un esempio per tutti noi», fa eco il cavaliere Giambattista Arrigoni. Valentina Tugnoli, volontaria dell’Ordine di Malta e fondatrice e vice capogruppo del Cisom, il corpo di soccorso dell’ordine, ricorda il conte quale «punto di riferimento da molti anni per i membri dell’Ordine giovannita nel territorio bergamasco. Siamo stati assieme in diversi pellegrinaggi, tra cui ricordo quelli a Lourdes e a Loreto».

Immobiliarista di Riviera d’Adda

Un’altra volontaria e infermiera, Graziella Zambelli, ne ricorda «l’amicizia pura, genuina, incondizionata», oltre all’«eleganza, l’ironia, l’energia, la stravaganza e la leggerezza, che hanno lasciato il segno. Una vita coerente con la regola dell’ordine e questo tanti malati lo sanno». Nato il 18 giugno del 1937 nell’allora Comune di Riviera d’Adda, che dal 1928 al 1970 raggruppava gli attuali Medolago e Solza. Di professione immobiliarista fino alla pensione, lascia la moglie Giovanna, un fratello e due sorelle. La salma è composta alla camera mortuaria del policlinico di Zingonia. Domani, alle 9,30, i funerali al Santuario della Basella di Urgnano. Al termine, la salma verrà trasferita al tempio crematorio. Il suo ricordo, invece, resterà indelebile.

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