
(Foto di Bedolis)
ENDOTASK25. Al «Centro congressi» tre giorni di discussione tra i maggiori esperti della comunità medico-scientifica. Presto in arrivo terapie innovative.
Tre giorni di confronto, ricerca e innovazione hanno caratterizzato il convegno EndoTask25, evento di riferimento per la comunità medico-scientifica specializzata nelle tecniche endovascolari. Ospitato nella prestigiosa Sala Oggioni del Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo, il congresso ha riunito esperti di livello nazionale e internazionale per discutere le nuove frontiere nel trattamento delle patologie cardiovascolari.
Il convegno, presieduto dal dott. Antonino Pitì, già direttore della Struttura complessa di Cardiologia dell’Asst Bergamo Est, in collaborazione con il dott. Davide Personeni e il dott. Abdel Meneme Hamade rispettivamente neo direttore della Cardiologia e responsabile della Chirurgia vascolare dell’Asst Bergamo Est, ha offerto un programma scientifico denso e articolato, spaziando dalla patologia coronarica alla chirurgia mininvasiva, fino all’uso delle più avanzate tecnologie di imaging, La novità di quest’anno consiste nell’ampliamento del comitato scientifico ad esperti nazionali (Alfonso Agnino, Francesco Bedogni, Giuseppe Sangiorgi, Eugenio Stabile).
Sottolinea il dott. Pitì: «Uno dei temi centrali di EndoTask 25 è stato il ruolo sempre più rilevante delle procedure endovascolari nel trattamento delle patologie cardiovascolari. Negli ultimi anni, queste tecniche mininvasive hanno rivoluzionato la gestione di patologie complesse, permettendo di trattare con maggiore sicurezza e precisione condizioni come le stenosi coronariche, le valvulopatie e le aritmie. Grazie ai progressi nella robotica e nei materiali biocompatibili, gli specialisti possono oggi eseguire interventi con tempi ridotti di recupero e minori complicanze rispetto alla chirurgia tradizionale. La sessione dedicata alle nuove tecnologie ha evidenziato come dispositivi avanzati, tra cui TAVI, clip mitraliche e sistemi di ablazione per la fibrillazione atriale, hanno migliorato significativamente la prognosi dei pazienti, ampliando le opzioni terapeutiche anche per coloro considerati inoperabili fino a pochi anni fa».
La sessione inaugurale, moderata da esperti del settore come il prof. Stabile e il dottor Hamade, ha reso omaggio al prof. Giancarlo Biamino, figura chiave nella ricerca cardiovascolare. Tra i temi dibattuti, il ruolo ancora sottovalutato della PTA carotidea in Europa e le innovazioni nella litotripsia per il trattamento delle arteriopatie periferiche.
La seconda giornata ha visto protagonisti i nuovi dispositivi per il trattamento della patologia coronarica, con un vivace confronto tra sostenitori dei DES (stent a rilascio di farmaco) e dei DCB (cateteri a palloncino medicati). Il prof. Giuseppe Sangiorgi ha sottolineato come la scelta terapeutica debba essere sempre più personalizzata, valutando le evidenze emergenti sulla regressione della placca aterosclerotica con nuove terapie lipidiche. Di grande interesse la sessione dedicata all’imaging fisiologico, con relazioni di spicco come quella del prof. Daniele Andreini sul TC Flow e del prof. Fabrizio Tomai sull’Angio Flow. L’utilizzo dell’OCT (tomografia a coerenza ottica) e dell’IVUS (ultrasonografia intravascolare) è stato al centro di un acceso dibattito sull’evoluzione della diagnostica cardiovascolare.
Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata sulle valvulopatie e sul ruolo crescente della chirurgia robotica. Il dott. Alfonso Agnino ha illustrato i più recenti sviluppi nelle procedure mininvasive per la mitrale e la tricuspide, mentre il prof. Fausto Castriota ha fatto il punto sulla TAVI (impianto transcatetere della valvola aortica), sottolineando come, nonostante i progressi, ci sia ancora molto da imparare in termini di selezione dei pazienti e durata dei dispositivi.
Non meno rilevante il dibattito sulla chiusura dell’auricola sinistra, spesso indicato per ridurre il rischio tromboembolico nei pazienti con fibrillazione atriale. Tra sostenitori e scettici, il prof. Fabrizio Ugo ha evidenziato come i dati disponibili conferiscono un ruolo sempre più consolidato per questa procedura.
L’ultima giornata ha offerto una prospettiva sulle nuove frontiere della cardiologia. Particolarmente seguita la sessione sulla terapia anticoagulante orale, con il dott. Elio Maria Staffiere che ha messo a confronto i Nao (Nuovi anticoagulanti orali) nelle diverse indicazioni cliniche.
Di grande rilievo anche la discussione sull’uso delle nuove terapie ipolipemizzanti e antidiabetiche, come la semaglutide e la tirzepatide, farmaci che stanno rivoluzionando il trattamento delle patologie metaboliche.
Il convegno si è chiuso con una tavola rotonda dedicata alle nuove frontiere dell’elettrostimolazione cardiaca e alla riqualificazione dei laboratori di diagnostica cardiovascolare, in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta iniziando a giocare un ruolo sempre più rilevante nell’analisi dei dati clinici.
Con oltre 100 relatori, EndoTask 25 si conferma un appuntamento imprescindibile per gli specialisti del settore. L’evento ha ribadito l’importanza del confronto multidisciplinare e della sinergia tra cardiologi, chirurghi vascolari, radiologi interventisti e neurologi, aprendo la strada a nuovi approcci terapeutici che promettono di migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti.
«L’appuntamento è ora al 2026, con la promessa di un’edizione ancora più ricca di spunti innovativi e di sfide da affrontare e con l’auspicio di vedere in piena attività la nuova sala ibrida dell’ospedale Bolognini di Seriate che permetterà di incrementare la qualità dell’offerta diagnostica e terapeutica dell’Asst Bergamo Est, in tutto l’ambito cardiovascolare» concludono Personeni e Hamade.
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