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(Foto di Colleoni)
DELITTO DI TERNO. Il papà Bruno ai giornalisti dopo la svolta nelle indagini sull’uccisione di Sharon: «Ci affidiamo a Dio per convivere con il nostro dolore e con quello che nostra figlia ha subito».
«Vogliamo che l’assurda e violenta morte di Sharon non sia vana e provochi maggiore sensibilità da parte di tutti sul tema della sicurezza del nostro vivere»: con la voce rotta dalla commozione il papà di Sharon, Bruno Verzeni, è apparso davanti alle telecamere e ai giornalisti nel primo pomeriggio di venerdì 30 agosto, fuori dall’abitazione di via Adda a Bottanuco. Ad accompagnarlo la moglie Maria Teresa e i figli Melody e Cristopher. La famiglia ha voluto rilasciare una dichiarazione dopo l’arresto e la confessione del killer della figlia.
«Ci affidiamo a Dio per aiutare noi e Sergio (Ruocco, il compagno della 33 enne uccisa ndr) a convivere con il dolore e con il pensiero di quello che nostra figlia ha subito» ha proseguito il papà di Sharon che ha ringraziato i carabinieri e «tutti coloro che hanno testimoniato e hanno permesso di arrivare ai risultati di oggi».
«Ringraziamo innanzitutto la Procura della Repubblica di Bergamo per la competenza e la tenacia che ha dimostrato - ha aggiunto -. Inoltre, un grazie ai nostri avvocati per i preziosi consigli e per la loro vicinanza».
Anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e l’assessore alla Sicurezza, Romano La Russa, si è unito al cordoglio della famiglia Verzeni e ha ringraziato in una nota i carabinieri, le altre forze dell’ordine e la Procura di Bergamo «per aver assicurato alla giustizia il responsabile di una vicenda tanto dolorosa, quanto assurda». «Un’indagine - proseguono - complessa, giunta a soluzione grazie all’alta professionalità degli inquirenti e al contributo di chi ha collaborato alle indagini».
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