Treno d’Oriente: la Standgreen di Chiuduno mette la firma su una carrozza
LA COMMESSA. La società specializzata negli allestimenti fieristici ha realizzato alcuni interni del «Dream of the desert» tra Arabia e Giordania.
Lettura 1 min.Chiuduno.
Entro la fine dell’anno - se le guerre lo permetteranno - il «Dream of the desert» sferraglierà nel deserto tra l’Arabia Saudita e la Giordania. Il treno di lusso, una specie di Orient Express della penisola araba, è stato realizzato dall’italiana Arsenale Group e da Sar, la compagnia nazionale delle ferrovie di Riyadh. La carrozza di testa, però, vede protagonista, almeno in parte, una bergamasca.
A realizzare gli interni è stata infatti la Standgreen di Chiuduno, specializzata in allestimenti fieristici (fatturato di 17 milioni nel 2025 e 65 dipendenti). «È un progetto di cui andiamo molto fieri: ora speriamo che la situazione in Medio Oriente non ne ritardi la partenza», sottolinea Cesare Cantù, cofondatore e amministratore delegato di Standgreen. Le carrozze del treno saudita sono uno dei progetti più insoliti a cui l’azienda, fondata nel 1994, ha lavorato negli ultimi 30 anni: accanto alle esposizioni per fiere e manifestazioni - segmento che rappresenta il 75% del fatturato e nel quale Standgreen ha clienti d’eccezione come Abb, Bosch e Brembo - la società si occupa di showroom, arredi su misura, scenografie televisive e interni per la nautica.
Lavorazioni artigianali
«Ciò che ci contraddistingue, a prescindere dal settore, è la manualità. Produciamo pezzi su misura e difficili da realizzare - afferma Cantù -. Il nostro lavoro è ancora in gran parte artigianale, anche se l’azienda si è ingrandita con il tempo. Oggi investiamo molto nei macchinari e nelle nuove tecnologie, ma la qualità e la personalizzazione restano al centro del lavoro». Gli allestimenti fieristici, spiega l’a.d., «richiedono di lavorare in tutto il mondo e in tempi brevi. Costruire lo stand è la parte facile: quella difficile è ingegnerizzarlo secondo i desideri del committente e consegnarlo entro i tempi».
Anche se i clienti dell’azienda di Chiuduno sono perlopiù italiani, nel tempo gli espositori di Standgreen hanno girato l’Europa, il Medio Oriente, la Cina e gli Stati Uniti. Ed è proprio all’America che Cantù guarda con attenzione, «perché - dice - negli Usa non riescono a garantire la nostra stessa qualità. Chi realizza un buon prodotto in Italia può sbaragliare la concorrenza americana». Per questo motivo qualche mese fa il gruppo ha aperto una nuova società - Standgreen Llc - con sedi a Miami e Orlando e una vocazione commerciale. La progettazione resta a Chiuduno, ma la produzione degli allestimenti fieristici viene eseguita da aziende americane, affiancate dagli esperti italiani. Per gli arredi più complessi, invece, anche la realizzazione resta in Italia. A cambiare, tra le due sponde dell’Atlantico, sono soprattutto i tempi di lavoro: «In Europa c’è più programmazione, negli Stati Uniti, invece, le richieste vanno evase in tre giorni», racconta Cantù. E rispetto alla crescita della società, l’a.d. aggiunge: «Manca il personale a tal punto che abbiamo dovuto dire di no ad alcune commesse».
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