In Bergamasca un lavoratore su due non si trova. Nella ristorazione 13mila richieste

I NUMERI. Il commercio fa la parte del leone nella ricerca di personale. Tra le specializzazioni, in testa gli ingegneri. La laurea in Economia molto richiesta dalle imprese bergamasche. Quota di Neet ai minimi storici.

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Bergamo.

Il 63% delle imprese bergamasche cerca personale, ma un lavoratore su due non si trova. È lo spaccato fotografato dalla guida «#Failasceltagiusta 2026» realizzata da Bergamo Sviluppo e Camera di commercio, illustrata venerdì 2 ottobre in occasione della presentazione delle iniziative a supporto dell’orientamento e della formazione scuola-lavoro.

Ad avere più fame di personale è il settore del commercio: i più ricercati sono gli addetti nelle attività di ristorazione

Il corposo documento - oltre 400 pagine - è stato realizzato sulla base dei dati statistici provinciali dell’Indagine Excelsior, che monitora le prospettive dell’occupazione nelle aziende e la relativa richiesta di profili professionali sul nostro territorio. «Nella scelta del percorso formativo è importante seguire le proprie emozioni e passioni - ha detto Giovanni Zambonelli, presidente dell’ente camerale orobico - ma è fondamentale anche l’analisi del tessuto economico e delle figure ricercate dalle imprese per riflettere sulle opportunità professionali».

Addetti alle vendite e artigiani

Ma quali sono le professioni più richieste dalle imprese della provincia? Ad avere più fame di personale è il settore del commercio: i più ricercati sono gli addetti nelle attività di ristorazione (nel 2025 il fabbisogno era di 13.250 professionisti), a seguire gli addetti alle vendite (6.800) e quelli alla segreteria e agli affari generali (4.340). Mancano anche artigiani e operai specializzati. In particolare, conduttori di veicoli a motore e a trazione animale (i più richiesti del settore a quota 4.790 unità) e, nella categoria degli operai specializzati, gli addetti alle rifiniture delle costruzioni (4.050) e quelli alle costruzioni e mantenimento di strutture edili (3.870). Più ristretti, invece, i numeri per la ricerca delle professioni ad alta specializzazione: al primo posto ci sono gli ingegneri (920), poi gli specialisti delle scienze gestionali, commerciali e bancarie (830). Tra i più richiesti ci sono anche i docenti: più di un migliaio tra scuola primaria e secondaria.

Il mercato del lavoro

La guida «#Failasceltagiusta», giunta all’8a edizione e presentata ieri da Laura Straulino dell’agenzia Pts, non solo fotografa i bisogni delle imprese bergamasche, ma racconta anche il mercato del lavoro con 82.850 imprese e una media di 374.300 dipendenti in cui è il mondo della meccanica e della meccatronica a fare la parte del leone con 67.700 addetti, seguito dal commercio con 42.400 e dall’ambito delle costruzioni e installazioni di impianti edili (36.600). «Di fronte alla dolorosa fuga dei talenti, è fondamentale offrire una panoramica chiara e sintetica delle opportunità di studio e di lavoro nel territorio così da supportare i ragazzi nelle scelte formative e professionali», ha fatto presente Miriam Gualini, presidente di Bergamo Sviluppo. Il titolo di studio più ambito è la laurea in ambito economico, dell’insegnamento e formazione e dell’ingegneria industriale. Il diploma di istituto tecnico più cercato è quello in «amministrazione, finanza e marketing», seguito da «turismo, enogastronomia e ospitalità» e da «meccanica, meccatronica ed energia». Nella formazione professionale il titolo più ricercato è nella ristorazione, ma anche in «sistemi e servizi logistici» e «meccanico».

Il mercato del lavoro bergamasco si presenta stimolante e dinamico per i giovani

Non solo, i riflettori sono puntati anche sulla ricerca di specifiche e nuove competenze. «Sono ricercate quelle legate al “green”, come la gestione di prodotti e tecnologie green e attitudine al risparmio energetico, e all’intelligenza artificiale su cui le aziende chiedono formazione», ha puntualizzato il direttore di Bergamo Sviluppo, Cristiano Arrigoni. Ma quanto portano in busta paga competenze, titoli di studio e professionalità specifiche? La guida fa anche un affondo sulle retribuzioni dei giovani under 30 in provincia. A portare a casa gli stipendi più alti sono i dipendenti pubblici: con una media annua lorda, sul 2024, di 35.800 euro. La cifra invece scende per gli artigiani (33.300 euro) e i commercianti (29.800 euro).

Un mercato dinamico

«Dobbiamo continuare a contaminare la scuola con le esigenze che hanno le imprese del territorio, traghettando giovani e famiglie verso i lavori del futuro», ha fatto presente Riccardo Cuomo di Unioncamere. In definitiva, il mercato del lavoro bergamasco si presenta stimolante e dinamico per i giovani, considerato anche il minor tasso di disoccupazione in Italia (1,4% tra i 15 e 64 anni) e la quota di ragazzi che non studiano e non lavorano ai minimi storici (7,2%), in un territorio di 1.112 mila residenti di cui l’11,5% di stranieri (in lieve aumento rispetto al 2024).

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