Il rock duro dei Saxon fa tappa a Trezzo: è l’unica data italiana della band inglese

IL CONCERTO. Il 26 febbraio sera al «Live club» arriva «Hell, Fire & Steel Tour». In scaletta l’esecuzione per intero di «Wheels Of Steel», il secondo album pubblicato nel 1980, accanto a nuovi brani.

Un passaggio e via. L’unica data italiana del «Hell, Fire & Steel Tour» fa tappa stasera al «Live Club» di Trezzo sull’Adda. I Saxon tornano in Italia per proporre dal vivo l’intera scaletta di «Wheels Of Steel», secondo album della storica band inglese pubblicato nel 1980. Alle 19 in scena Grand Slam, alle 19.45 le Girlschool, alle 21 attaccano i Saxon (info: www.liveclub.it). La serata, manco a dirlo, è tutta all’insegna del rock duro e puro.

Alla metà degli anni ’70, quando l’heavy metal era ancora in cerca di una sua rinnovata identità, un gruppo dal nome provocatorio gira per i pub e i club dello Yorkshire. Quella provocazione non fa altro che indicare lo spirito ribelle della band, ma certo non è indicata a nominare una realtà che punta verso l’alto. Il nuovo nome arriva nel 1979: Saxon.

La storia del gruppo

Il gruppo nasce a Barnsley alla metà precisa degli anni ’70. È il tempo della cosiddetta «New Wave Of British Heavy Metal», la nuova onda del rock oltranzista, e i Saxon ne guidano le sorti insieme a qualche altra nominata band. Da allora il gruppo è sempre rimasto al pezzo, tra alti e bassi, ma quel suono creato almeno quarant’anni fa ancora riecheggia nelle sale e nel festival. I primi due dischi della band «Wheels Of Steel» e «Strong Arm And The Low» hanno fatto scuola e sono diventati dei veri e propri modelli per molte band a venire. Quei dischi erano vere e proprie rivelazioni ad alto volume, ad alto tasso di rock metallico, e non solo per il Regno Unito.

L’ultimo disco nel 2024

L’ultimo disco conosciuto dei Saxon s’intitola «Hell, Fire And Damnation». È il ventiquattresimo di Biff Byford e compagni ed è stato pubblicato il 19 gennaio del 2024. Non chiedete alla band di suonare qualcosa di diverso, i Saxon restano fedeli a loro stessi, capaci di un heavy rock subito riconoscibile. La band continua a suonare quello che ha sempre suonato, heavy metal classico, altamente focalizzato. Per quest’anno le cose andranno così, ma Byford ha già annunciato che per il 2026 ci sarà un nuovo album. Il leader ha dichiarato recentemente che la band sta già lavorando al nuovo disco. Attualmente sta affrontando la fase di scrittura, ma, se tutto andrà per il verso giusto, a giugno la band dovrebbe entrare in studio di registrazione. La data d’uscita, nelle previsioni del combo inglese, sarebbe fissata negli ultimi mesi del prossimo anno.

Qualcuno sostiene che attualmente i Saxon siano gli unici a raccogliere l’eredità dei Motorhead

Qualcuno sostiene che attualmente i Saxon siano gli unici a raccogliere l’eredità dei Motorhead. Del resto il leader Byford più volte ha dichiarato quanto Lemmy Kilmister sia stato fondamentale per la sua formazione. I due si sono conosciuti alla fine degli anni Settanta e hanno stretto un’amicizia che si è consolidata nel tempo. Hanno condiviso rock e spirito indomito. Quando i Saxon cominciano a farsi un nome e girare per il mondo sono in tanti a proporre loro collaborazioni varie, ma l’unica band con cui s’imbarcano volentieri in tour sono i Motorhead. Suonano in modo devastante, con ritmiche telluriche che fanno davvero la differenza. I Saxon sono più classici, al tempo popolari, capaci di esprimere un heavy rock che non stanca e semmai continua ad affascinare legioni di appassionati.

La saga dei Saxon si è sviluppata negli anni attraverso un’infinità di concerti e una discografia esemplare che non ha mai tradito le aspettative dei fan. Non ci sono stati mai bruschi cambiamenti d’indirizzo, semmai la band ha tenuto a produrre canzoni sempre all’altezza della nomea, di un marchio di fabbrica che resta ad oggi tra i blasonati. Certo il gruppo si è trovato più volte a ricercare un suono che, da una parte, tenesse ben incollato il seguito storico, dall’altra potesse soddisfare il gusto delle nuove generazioni. Il gioco è stato facile perché è sul taglio classico del rock duro che i Saxon sono riusciti a costruire un pubblico multigenerazionale.

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