Cortometraggio premiato a Cortina: vince il lavoro con gli occhi dei giovani

IL DOPPIO PREMIO A BERGAMO. I due premi al corto «Le faremo sapere» nato da Oriocenter, Edoomark e Oki Doki Film evidenziano la narrativa del colloquio. Manzi e Tufarulo: ribalta i ruoli dei protagonisti e in tanti si sono identificati.

Dietro il successo di «Le faremo sapere» c’è molto più di una semplice realizzazione cinematografica: c’è un’idea che sfida le convenzioni e racconta in modo innovativo il mondo del lavoro. Nato dalla collaborazione tra Oriocenter, Edoomark e Oki Doki Film, il cortometraggio ha trionfato lo scorso weekend al Cortinametraggio Festival, conquistando due premi prestigiosi: il Premio Anpit e il Premio Groenlandia Film.

Il tema del colloquio di lavoro

«Le faremo sapere» ha saputo raccontare, con ironia e freschezza, il delicato tema del colloquio di lavoro, un tema oggi più che mai attuale. Il Premio Anpit è stato consegnato da Daniele Saponaro, segretario generale dell’associazione: «Ci siamo molto ritrovati in quello che vediamo nel corto “Le faremo sapere” rispetto a 20 anni fa, ma anche banalmente rispetto al pre pandemia, il dipendente chiede esattamente queste cose: la flessibilità, i benefit, lo smart working e questo ha creato attorno a sé il paradigma del “le faremo sapere”. Avete offerto con questo corto lo spaccato perfetto di quello che oggi è il mondo del lavoro in Italia».

«Il racconto viene esaltato perché sfrutta al massimo la struttura narrativa del genere, ribalta le posizioni sulla scacchiera dei ruoli dei protagonisti con grande forza e intensità. Il risultato è un film di grande attualità che usa il linguaggio cinematografico per raccontare la ricerca del lavoro e le proprie identità» ha commentato Godano

La forza della narrazione

Il secondo riconoscimento, il Premio Groenlandia Film, è stato consegnato da Leonardo Godano, Executive Producer della casa di produzione Groenlandia Film. La giuria ha premiato il lavoro per la sua struttura narrativa e la capacità di ribaltare i ruoli tradizionali. «Il racconto viene esaltato perché sfrutta al massimo la struttura narrativa del genere, ribalta le posizioni sulla scacchiera dei ruoli dei protagonisti con grande forza e intensità. Il risultato è un film di grande attualità che usa il linguaggio cinematografico per raccontare la ricerca del lavoro e le proprie identità» ha commentato Godano.

Le aspettative

Paolo Genovese, presente nella giuria di Cortina, durante la serata di premiazione ha affermato che i cortometraggi che non hanno vinto non devono pensare che non ci fosse del potenziale, ma che probabilmente è la giuria a non averlo visto. Questo è l’approccio che la produzione di Oki Doki Film ha provato a tenere quando il corto è stato candidato ai festival: «Già il fatto di essere stati selezionati in un festival prestigioso come quello di Cortina è tantissimo. Poi il riconoscimento quando arriva vale doppio e la gioia si moltiplica». «Vedere il corto in sala e sentire quello che dicono, sentire i commenti, gli applausi, le risate è una cosa che mi ha stupito. Solo in sala puoi percepire se la gente ha capito e quindi puoi avere la conferma che il corto funziona» commenta Beppe Tufarulo, regista del cortometraggio. Il tema Il tema nasce in collaborazione con l’Osservatorio Delta Index e dal confronto tra Beppe Manzi di Oki Doki Film e Paolo Ferrari, fondatore dell’Osservatorio. «Partendo dal tema colloquio di lavoro, siamo arrivati al parallelismo con il lavoro dell’attore, che è a colloquio perennemente. Quello che ci interessava era raccontare che il mondo del lavoro è in continua evoluzione, che tu faccia l’operaio, l’attore, o qualsiasi altro lavoro - afferma Manzi - la cosa bella è che durante le proiezioni a Cortina sono state tantissime le persone che ci hanno raccontato la propria esperienza con questo tema».

«Confrontandomi con i colleghi a Cortina, nessuno aveva capito che quello poteva essere un set cinematografico. La messa in scena, i movimenti di macchina, tutto era molto credibile per essere un colloquio di lavoro» commenta Tufarulo.

La scelta degli attori

Mettere a confronto due generazioni su un tema come quello del colloquio di lavoro ha reso il tutto ancora più realistico. Se la scelta di coinvolgere Giorgio Marchesi è stata comune a tutta la produzione, per il desiderio di coinvolgere un attore di Bergamo e per collaborazioni pregresse, la scelta di Antonia Fotaras è stata proposta dal regista stesso, che racconta: «Mi ero imbattuto in una sua intervista, dove era vestita in una maniera che mi ricordava proprio una studentessa neolaureata, o comunque una giovane lavoratrice. Poi avevo letto che lei parlava cinque lingue, e allora mi sono detto che questa cosa poteva essere interessante e divertente, perché la vedevo cucita apposta per la nostra storia».

Oriocenter: la location del corto

Avere uno spazio già definito è stato per la produzione un punto di forza, che ha permesso di poter avere più tempo da dedicare alla parte creativa. «La totale disponibilità da parte di Oriocenter nell’adattare gli spazi alla resa cinematografica ha sicuramente contribuito alla buona riuscita del corto» confermano Beppe Manzi e Beppe Tufarulo. Il futuro di «Le faremo sapere» Dopo questi primi successi, il cortometraggio proseguirà il suo viaggio nei festival, con la distribuzione curata da Premiere Film. L’obiettivo è partecipare a festival di rilievo, sia cinematografici che legati a mondi più specifici. «Abbiamo voluto affidarci a professionisti della distribuzione per garantire che il corto abbia il percorso giusto e raggiunga il pubblico più adatto», ha spiegato Beppe Manzi.

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