C ome avranno notato i nostri lettori, nel corso delle nostre analisi abbiamo spesso definito il gioco espresso dall’Atalanta con un termine del tutto inventato, ma che chiarisce alla perfezione la dipendenza da un giocatore specifico tra i nerazzurri. Questo termine è “ademolacentrico”, e sta ad indicare l’assoluta centralità dell’attaccante nigeriano negli sviluppi offensivi della squadra di Gasperini. Quando l’Atalanta ha in campo il suo giocatore migliore, questo diventa il catalizzatore di tutte - o quasi - le azioni offensive dei nerazzurri. I compagni di squadra si affidano alla sua capacità di superare in dribbling gli avversari per scardinare un sistema difensivo chiuso, o alla sua velocità per colpire in transizione. In un modo o nell’altro, il gioco dei nerazzurri passa da Lookman. Se ne volete un esempio, osservate la grafica qua sotto.
L’immagine è relativa alle ultime due partite giocate dai nerazzurri, e illustrano quanto detto sopra in modo abbastanza chiaro. Contro la Fiorentina l’Atalanta ha costruito 37 sviluppi offensivi. Di questi, 21 (pari al 57%) hanno avuto origine sul lato sinistro del campo. Il lato opposto ha contribuito con soli 8 sviluppi offensivi (22%), rendendo totalmente asimmetrico quanto fatto dalle due catene laterali. Più sotto si può vedere quanto fatto dall’Atalanta contro l’Inter di Inzaghi. Anche in questo caso, con Lookman in campo, i dati sono simili. I nerazzurri hanno costruito 38 sviluppi offensivi, e 18 di questi, pari al 48% del totale, hanno avuto origine sul lato sinistro del campo. Il contributo del lato destro si è limitato a sole 8 azioni (21%).