Zone rosse, a Bergamo in 18 mesi oltre 16mila controllati. Proroga fino a marzo

SICUREZZA. Dal 2025 più di 630 allontanamenti. Si va avanti con la vigilanza rafforzata tra centro e Malpensata. La Prefettura: risultati significativi, ma restano criticità.

Lettura 2 min.

Le «zone rosse» restano in vigore per altri sei mesi. Il bilancio tracciato dalla Prefettura dopo un anno e mezzo di applicazione evidenzia risultati positivi soprattutto sul piano della prevenzione, ma allo stesso tempo riconosce come nelle aree interessate permangano situazioni di criticità, tanto da far mantenere alta l’attenzione e confermare così il dispositivo.

Leggi anche

Dal debutto nel febbraio 2025 al 31 agosto 2026, nelle zone sottoposte a vigilanza rafforzata da parte delle forze dell’ordine sono state controllate complessivamente oltre 16mila persone, ovvero in media circa 30 al giorno. Sempre nello stesso periodo sono stati adottati più di 630 ordini di allontanamento per violazioni delle disposizioni in materia di sicurezza delle città e decoro urbano. Dati che, si legge nell’ordinanza firmata dal prefetto Luca Rotondi, mostrano «risultati significativi in termini di prevenzione e contrasto delle condotte illecite e di incremento della percezione di sicurezza della collettività».

Il Comitato provinciale

La decisione di proseguire è stata assunta col passaggio nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione dell’amministrazione comunale, dei vertici provinciali delle forze dell’ordine e del procuratore della Repubblica.

«È stata riscontrata la presenza di diverse persone che avrebbero bisogno di una presa in carico da parte dei servizi sociali e sanitari»

La nuova ordinanza prefettizia conferma fino al 15 marzo 2027 le stesse aree a vigilanza rafforzata, ovvero via Bonomelli, via Paglia (nel tratto tra via Paleocapa e via Novelli), piazzetta don Andrea Spada, viale Papa Giovanni XXIII (dall’incrocio con via Paleocapa al civico 57), via Mozart, via Leoncavallo e via Zanica (fino all’intersezione con il passaggio di via Leoncavallo). Sono i punti considerati come maggiormente sensibili, tra centro e Malpensata. «I dati raccolti - è il bilancio tratto dalla Prefettura - confermano l’efficacia del dispositivo sotto il profilo preventivo e repressivo ma evidenziano altresì il permanere, in talune zone del territorio cittadino, di situazioni di criticità riconducibili alla presenza di soggetti dediti ad attività illegali, nonché di comportamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti tali da incidere negativamente sull’ordine e sulla sicurezza pubblica».

Il tema dei servizi sociali

In questo anno e mezzo, sottolineano inoltre dalla Questura, è stata peraltro «riscontrata la presenza di diverse persone che avrebbero bisogno di una presa in carico da parte dei servizi sociali e sanitari» e che «sono state segnalate tempestivamente agli uffici territoriali competenti». Da questi fattori è quindi maturata la scelta di confermare la misura della vigilanza rafforzata, strumento di prevenzione finalizzato ad «assicurare più elevate condizioni di sicurezza urbana nei contesti territoriali interessati da fenomeni di criminalità diffusa, degrado urbano e comportamenti suscettibili di compromettere la libera fruizione degli spazi pubblici».

Il Daspo urbano

Nelle aree interessate è vietato stazionare per alcune categorie di persone, in particolare per chi assume comportamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti tali da determinare un concreto pericolo per la sicurezza pubblica e ostacolare la libera fruizione degli spazi. Il divieto può inoltre riguardare chi sia stato denunciato negli ultimi cinque anni per determinati reati, con particolare riferimento a spaccio, furti, rapine, lesioni, porto abusivo di armi, danneggiamenti e simili. In presenza dei presupposti previsti dall’ordinanza, le forze dell’ordine possono quindi procedere all’allontanamento del trasgressore dall’area. Nei casi stabiliti dalla legge può essere applicato anche il cosidetto Daspo urbano (Dacur), ovvero il divieto di accesso alle aree urbane.

La proroga delle «zone rosse» rientra nel più ampio piano di azioni per la sicurezza e l’ordine pubblico, tra cui il recente accordo di collaborazione sottoscritto tra Regione Lombardia, Rfi, Trenord, i Comuni di Bergamo e Seriate e la Prefettura per rafforzare la sicurezza nelle aree esterne delle stazioni ferroviarie di Bergamo e Seriate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA