Venticinque anni fa la strage aerea di Linate, il ricordo

LA COMMEMORAZIONE. Tra le 118 vittime anche 8 bergamaschi. Messa e poi momento di raccoglimento a Milano per la tragedia che scosse l’intero Paese e cambiò i parametri della sicurezza aerea in Italia.

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Prima un momento di raccoglimento all’aeroporto di Linate, alle 8.10, l’ora e il luogo in cui venticinque anni fa è accaduto tutto, e poi il ricordo nella basilica di Sant’Ambrogio, con le autorità e le famiglie delle 118 vittime delle quali 8 erano bergamasche: Gian Bortolo Bettoni 35enne di Villongo; Romano Blasi 32 anni di Lovere; Renato Dosmo, 57 anni di Brembate Sopra; Giovanni, Clara e Michele Rota di Clanezzo, 49 e 43 anni i genitori e sei anni appena il loro bambino; Angelo Scaburri, 40 anni di Grumello; Simone Zanoli, trentenne di Verdellino.

Milano ha ricordato la strage di Linate, nel venticinquesimo anniversario dell’incidente avvenuto quando un Cessna privato in arrivo da Parigi per sbaglio entrò nella pista di decollo dello scalo scontrandosi con un aereo della Sas che stava decollando per Copenaghen e che finì, incendiandosi, contro un capannone dello smistamento bagagli.

Dopo la messa celebrata dall’arcivescovo della città, Mario Delpini, tutti nei loro interventi hanno ricordato l’incessante lavoro del Comitato 8 ottobre, che riunisce i familiari delle vittime, per migliorare la sicurezza in volo.

«Abbiamo collaborato in questi anni, portando la nostra voce nei luoghi dove si costruisce la sicurezza - ha ricordato la presidente del Comitato 8 ottobre Adele Pesapane Scarani - e oggi la cultura della sicurezza in Italia è migliorata e per noi questa vittoria è la più importante». «Questa non è una semplice ricorrenza ma una responsabilità che ci accompagna ogni giorno - ha spiegato il commissario straordinario dell’Enac, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, Carlo Mearelli -, perché la sicurezza del trasporto aereo non ammette pause, ne compromessi e anche con livelli di sicurezza sempre più elevati non consideriamo mai concluso il nostro lavoro».

Da quell’evento tragico c’è poi la custodia della memoria e del monito che ha lasciato, «con il grandissimo processo di trasformazione che abbiamo messo in atto e il miglioramento che resta costante» dei sistemi di sicurezza, ha aggiunto il presidente di Enav Sandro Pappalardo. L’amministratore delegato di Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Milano, Linate e Malpensa, Armando Brunini ha ringraziato il Comitato 8 ottobre «per mantenere vivo il ricordo e per riuscire a trasformare il dolore in energia positiva - ha detto -. Da parte nostra raccogliamo questa energia e la traduciamo in responsabilità, impegno costante e crescente sulla sicurezza»

Le parole di speranza dell’arcivescovo di Milano

«Forse i morti di Linate hanno un messaggio, forse sono un simbolo che ci incoraggia». Lo ha sottolineato l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, nell’omelia che ha pronunciato nella basilica di Sant’Ambrogio in occasione della messa in ricordo delle 118 vittime della strage aerea, avvenuta 25 anni fa.

«Sono morti mentre stavano iniziando il viaggio, stavano per alzarsi in volo. A me sembra che dicano anche a noi oggi: alzate il capo! - ha proseguito -. Continuate il nostro viaggio, portate a compimento la vostra vita anche per noi, a nome nostro. A noi è stato impedito di volare nei cieli della terra, e voi allora alzatevi in volo anche per noi, anche a nome nostro». Quello dell’arcivescovo di Milano è un messaggio di speranza, a guardare avanti, così come hanno fatto i familiari delle vittime costituendo il Comitato 8 ottobre impegnato sui temi della sicurezza aerea.

«Ogni disastro è un enigma, la sproporzione tra l’errore e la catastrofe lascia sconcertati. Ma voi non lasciatevi prendere dalla rassegnazione dell’irrimediabile. Alzate il capo, guardate avanti - ha sottolineato Delpini -, operate con determinazione e intelligenza perché il disastro non si ripeta, per quanto dipende dall’umano e dalle tecnologie di cui può servirsi»«In questi 25 anni anni il Comitato 8 ottobre ha dimostrato una cosa semplice da dire e difficile da fare, cioè che la sofferenza può essere leva di impegno civile e può diventare una azione concreta per la comunità». Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala nel suo discorso per la celebrazione dei 25 anni dalla strage di Linate, che si è tenuta nella Basilica di Sant’Ambrogio, al termine della messa.

La commozione del sindaco di Milano

«Se oggi c’è maggiore sicurezza negli scali aeroportuali, è merito anche delle loro iniziative, non ultima l’istituzione di premi di laurea su questi temi - ha aggiunto -, perché diffondere la cultura della sicurezza in volo è il primo passo per fare in modo che certe tragedie non si ripetano».

Il sindaco, alla sua ultima commemorazione da primo cittadino, è apparso commosso anche perché per lui la strage di Linate ha anche un risvolto personale visto che un suo collega e amico quando lavorava alla Pirelli è morto in quella tragedia.

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