UniAcque e Cogeide, via libera agli aumenti: «Opere importanti»
IN CONSIGLIO PROVINCIALE. Per una famiglia di 4 persone 100 euro in più in sette anni. La società della Bassa si allineerà gradualmente al gestore.
Lettura 2 min.Bergamo
Cento euro in più nell’arco di sette anni per una famiglia di quattro persone: l’ammodernamento della rete idrica bergamasca passa anche attraverso una serie di ritocchi tariffari che accompagneranno gli utenti fino al 2029. È l’effetto del piano tariffario approvato mercoledì 14 ottobre all’unanimità dal Consiglio provinciale per finanziare gli investimenti, coordinando per la prima volta in un unico quadro economico i due gestori del territorio. Da una parte Uniacque, che serve un milione di residenti distribuiti in 214 Comuni. Dall’altra Cogeide, attiva tra i Comuni della Pianura. Due traiettorie industriali destinate a convergere con l’aggregazione che verrà finalizzata il primo luglio 2028.
Le stime
I dati esposti in aula dalla presidente dell’Ambito territoriale, Maria Grazia Capitanio, evidenziano la progressione dei costi, calcolata come richiede la legge assumendo come parametro base l’annualità 2023. Per gli utenti serviti da Uniacque, gli incrementi previsti sono nell’ordine del 5,59% per il 2026 e del 5,13% per il 2027. Secondo le simulazioni, una famiglia tipo di quattro componenti con un consumo di 200 metri cubi annui vedrà la spesa salire dai 270 euro annui del 2023 ai 331 euro nel 2026, per poi toccare i 348 euro nel 2027, i 359 nel 2028 e attestarsi a 371 euro nel 2029. Per un esborso che aumenta di 101 euro in sei anni. L’andamento per i single (parametrato su un consumo di 70 metri cubi) muove invece dai 92 euro annui del 2023 per raggiungere i 113 euro nel 2026, salire a 118 nel 2027, a 122 nel 2028 e chiudere a 126 euro nel 2029, con un aggravio complessivo di 35 euro in sei anni.
Una dinamica analoga interessa il bacino di Cogeide, il cui orizzonte tariffario si ferma al 2028 in vista della fusione. In questo caso gli aumenti percentuali si attestano al 5,8% per il 2026 rispetto all’anno precedente, per arrivare nel 2029 all’esatta parità rispetto alle quote di UniAcque.
La tariffa applicata da UniAcque, scrive l’azienda in una nota, «è la più bassa tra quelle dei gestori lombardi che operano in territori con densità abitativa comparabile a quella della provincia di Bergamo. Pari a 1,80 euro al metro cubo, contro i 2,40 euro della media nazionale». L’aggiornamento tariffario «contribuisce a dare continuità al rinnovamento delle infrastrutture, all’efficienza delle reti e al miglioramento della qualità dei servizi», rivendica il presidente di UniAcque, Luca Serughetti. Mentre la direttrice per i prossimi anni, puntualizza l’amministratore delegato Alessandro Vigentini, si concentrerà su «efficientamento delle reti, riduzione sempre più puntuale delle perdite e potenziamento mirato dei sistemi di controllo».
Gli investimenti
Vanno in questa direzione anche gli investimenti che, come illustrato da Capitanio, hanno raggiunto i 57,9 milioni di euro nel 2024 e gli 84,6 milioni nel 2025, cifra record spinta dai fondi del Pnrr. Investimenti «necessari per mantenere e ammodernare 7.415 chilometri di rete acquedottistica, 5.307 chilometri di rete fognaria e 73 impianti di depurazione», rileva UniAcque. Le stime prevedono 63,4 milioni di investimenti per il 2026, 50,8 milioni per il 2027 e 62,9 milioni per il 2028, all’interno di un piano strategico che si estende fino al 2035 e abbraccia interventi diffusi sul territorio. Tra i cantieri principali figurano il rifacimento delle adduttrici dell’acquedotto di Algua, il potenziamento della dorsale seriana e le opere destinate a depurazione e riuso irriguo. Sul fronte della sicurezza ambientale e sanitaria, spiccano gli impianti di filtrazione per l’abbattimento dei Pfas a Torre de’ Busi, Costone, Villongo, Brembate, Cologno al Serio, Credaro e Ghisalba.
Per Uniacque restano aperte intanto le verifiche sulla compatibilità di alcuni membri del Cda: si attendono le eventuali controdeduzioni degli interessati, ma non sarebbe esclusa neanche l’ipotesi di chiedere un parere ad Anac per sciogliere la questione.
Anche Cogeide rispetta il cronoprogramma delle opere: dopo aver realizzato interventi per 3,4 milioni nel 2024 e 5,4 milioni nel 2025, stima per il prossimo biennio investimenti pari rispettivamente a 3,2 e 5,2 milioni di euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA