Sciopero dei magistrati, adesione alta anche a Bergamo

LA PROTESTA. Adesione alta in tribunale: «Riforma della giustizia deleteria per i cittadini».

In tribunale 27 giudici su 42 (64,3%), in procura 17 magistrati (15 pm, più il procuratore e l’aggiunto) su 18, pari al 94,44%. È stata alta l’adesione della magistratura bergamasca all’astensione dalle udienze proclamata per giovedì 27 febbraio dall’Anm, l’Associazione nazionale magistrati, per protestare contro il progetto di separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante prevista dalla nuova riforma della giustizia. Nel distretto bresciano, di cui fa parte Bergamo, ha aderito l’80% dei magistrati.

L’assemblea in tribunale

Nella mattinata in tribunale si è tenuta un’assemblea aperta al pubblico per spiegare le ragioni della riforma, anche attraverso un collegamento video con l’assemblea che si stava svolgendo al tribunale di Brescia. Una quarantina i presenti tra magistrati e avvocati; solo quattro i cittadini che hanno assistito. Assenti per impegni pregressi il presidente del tribunale Cesare de Sapia, che si dice «soddisfatto per la partecipazione compatta allo sciopero», e il procuratore Maurizio Romanelli. A fare gli onori di casa il pm Carmen Santoro e il giudice civile Monica Bertoncini, rappresentati della sottosezione di Bergamo dell’Anm.

«Riforma deleteria per i cittadini»

«La protesta non è un’iniziativa corporativa – ha specificato Santoro -. Teoricamente noi pm dovremmo essere contenti, intanto perché lo stipendio lo percepiamo lo stesso. E poi perché otterremo più condanne, dal momento che la riforma introdurrà una nuova figura di pubblico ministero, più concentrato sui risultati e dunque meno propenso a considerare gli elementi a discarico dell’indagato e dell’imputato. Allora perché dovremmo batterci così strenuamente, obietta qualche avvocato? Semplice, perché pensiamo che la riforma sia deleteria soprattutto per i cittadini».

La posizione degli avvocati

Equilibrato l’intervento di Giulio Marchesi, presidente dell’Ordine degli avvocati di Bergamo. La categoria è a larga maggioranza favorevole alla riforma (non su tutti gli aspetti). Marchesi ne ha elencato pregi e difetti, riconoscendo che il progetto del guardasigilli non affronta i problemi principali della giustizia, tipo «la disastrosa situazione del giudice di pace, che è denegata giustizia». Per questo Marchesi ritiene «molto opportuno che la riforma venga differita e pensata in modo molto più approfondito».

Un caso diplomatico l’ha suscitato il mancato invito alla Camera penale: avremmo voluto confrontarci con i magistrati, scrive il direttivo, «ma, a differenza di altre associazioni forensi bergamasche, non abbiamo ricevuto l’invito». «La decisione - ha spiegato Bertoncini durante l’assemblea - è stata assunta a livello centrale». All’Anm non era piaciuta l’accusa dell’Unione della Camere penali alla magistratura di aver fatto uso politico, addirittura a tratti eversivo, dello strumento giudiziario.

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