Reati, le denunce crescono del 3,1%. In calo furti e rapine

I DATI. Per l’indice della criminalità del «Sole 24 Ore» nel 2025 le segnalazioni sono state 39.181. Balzo dei casi di percosse (+ 23,7%), in aumento anche le frodi informatiche (+6,6%).

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Più di un centinaio al giorno, quasi 40mila in un anno. I reati denunciati in provincia di Bergamo proseguono nella traiettoria di crescita: non solo rispetto all’immediato post-Covid, facilmente influenzato dal parallelo con anni «particolari», ma anche in confronto al pre-pandemia. Nel 2025 le denunce in Bergamasca sono state 39.181, in rialzo del 3,1% sul 2024; ci si riavvicina così a quota 40mila, su livelli che non si registrano dal 2018.

Bergamo 39esima nella classifica

A scattare una fotografia aggiornata è il nuovo «indice della criminalità» pubblicato dal «Sole 24 Ore» e basato sui dati del ministero dell’Interno relativi all’attività delle forze dell’ordine. Nella graduatoria che intreccia illegalità e demografia, Bergamo si attesta al 39° posto tra le province italiane con più reati segnalati in rapporto alla popolazione residente (3.501 denunce ogni 100mila abitanti), scalando sei posizioni dalla 45a piazza dell’edizione precedente. In testa c’è la provincia di Milano, dove si contano 7.017 casi ogni 100mila residenti (praticamente, un «tasso di criminalità» doppio di Bergamo), con Firenze (6.374) e Roma (6.094) a completare il podio. E se su scala nazionale il totale delle denunce è in lieve flessione (-1,8%), in controtendenza c’è appunto gran parte del Nord e soprattutto della Lombardia: il +3,1% della Bergamasca s’accompagna al +12,1% di Lodi, al +6,2% di Varese, al +5,6% di Sondrio, al +0,9% della vicina Brescia e al +0,6% di Milano.

Meno furti, più violenza

Cos’è cambiato nell’ultimo anno? I fatti di sangue hanno rallentato (da 6 a 4 omicidi, da 15 a 10 tentati omicidi), e anche i reati predatori: le denunce per furto calano complessivamente del 4,1% (da 15.488 a 14.857), seppur resti pressoché invariata la conta dei furti in abitazione (da 3.589 a 3.580, -0,3%: una decina al giorno, quasi), e le rapine frenano lievemente (da 467 a 463, -0,9%).

Corrono due facce diverse del crimine: quello più aggressivo, caratterizzato da differenti gradazioni di violenza, e quello informatico, via web. Il 2025 consegna infatti un salto delle denunce per percosse (da 410 a 507, +23,7%), lesioni dolose (da 1.123 a 1.170, +4,2%) e violenze sessuali (da 137 a 147, +7,3%), così come per le truffe e frodi informatiche (da 4.427 a 4.721, +6,6%) e per le estorsioni (da 204 a 214, +4,9%: qui rientrano ormai ricatti online e revenge porn, ad esempio). Tra le singole voci calibrate in proporzione alla popolazione, la Bergamasca spicca per l’8° posto degli omicidi stradali, l’11° delle percosse, il 4° del contrabbando.

Il trend decennale

La parabola di medio periodo, letta attraverso i dati consolidati dell’Istat e del ministero dell’Interno, racconta di un trend a due velocità. Rispetto al 2015, in Bergamasca le denunce rimangono inferiori del 17,6% (da 47.555 ad appunto 39.181); in tempi recenti, tuttavia, è profondamente mutato il «peso» di ciascuna voce di questo bilancio, che immortala la «criminalità ufficiale» (certificata dalle denunce) e non può portare alla luce la «cifra oscura» (i reati che non vengono denunciati).

Ad esempio continua a flettere l’incidenza dei furti, che nel 2015 rappresentavano il 55,2% di tutte le notizie di reato e ora sono «solo» il 38%; in valore assoluto, le segnalazioni per questa fattispecie sono diminuiti del 43%. Le truffe e frodi informatiche sono invece quasi raddoppiate (+84,3% tra 2015 e 2025), anche se il ritmo non è più esponenziale come a cavallo della pandemia. Tra i delitti con il maggior incremento ci sono pure le violenze sessuali, +104%.

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