Martinella, addio al semaforo. «Obiettivo: lavori in primavera»
IL NODO. Chiusa la conferenza dei servizi, a breve il progetto esecutivo e la gara d’appalto della Provincia. Berlanda: «Tempi brevi». Il sindaco di Gorle, Testa: «Preoccupati per il traffico che entrerà in paese».
Lettura 2 min.Passi in avanti per la riqualificazione dell’incrocio della Martinella, con la prospettiva di avviare il cantiere nella primavera del 2027. Si è chiusa nelle scorse settimane la Conferenza dei Servizi che doveva portare all’autorizzazione del progetto per la sistemazione del nodo viabilistico alle porte della città, in ingresso dalla Val Seriana. Quel via libera è arrivato, e con esso il deposito del Progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte).
Non è escluso che il cantiere - che nelle intenzioni della Provincia e del Comune di Bergamo sarebbe dovuto partire quest’estate - venga posticipato al periodo estivo del 2027
«Verrà approvato con decreto del presidente della Provincia entro la fine di questa settimana o al massimo all’inizio della prossima», spiega Francesco Micheli, consigliere provinciale delegato alle Infrastrutture. Si apre così la road map verso la trasformazione con messa in sicurezza dell’intersezione tra via Martinella e la strada provinciale 35. Un intervento da 1 milione e 250mila euro, di cui 750mila euro stanziati da Regione Lombardia.
Le modifiche
La Conferenza dei Servizi - conclusa il 15 settembre dopo la raccolta di tutte le osservazioni e i pareri degli enti coinvolti - ha confermato l’impianto già annunciato dell’opera e che prevede quattro azioni principali: l’eliminazione definitiva del semaforo della Martinella e la realizzazione di un sottopasso ciclopedonale per l’attraversamento (dotato di impianti di illuminazione e videosorveglianza), e contestualmente l’allargamento della strada provinciale fino allo svincolo di Torre Boldone e infine la creazione di nuovi marciapiedi sul lato di via Martinella che oggi ne è sguarnito.
L’iter
Ora si entrerà nella fase decisiva dell’iter. Per quanto lo stadio attuale sia limitato al Pfte, si tratta di un progetto «a livello estremamente avanzato», specifica Micheli. Intanto sono partite le comunicazioni ai privati per gli espropri delle aree necessarie alla concretizzazione dell’intervento: «Serviranno per consentire l’allargamento della provinciale e la creazione dei marciapiedi», sottolinea il consigliere.
I tempi
Salvo imprevisti l’approvazione del progetto esecutivo «è prevista tra fine ottobre e metà novembre». A quel punto verrà aperta la gara per l’affidamento dei lavori, che la Provincia confida di consegnare in primavera. «L’obiettivo credibile - afferma Micheli - è iniziare i lavori subito». Con, però, una variabile da tenere in conto: «L’effettivo inizio sarà subordinato allo spostamento di alcuni sottoservizi. Si tratta di contatori dell’acqua, del metano e anche di un palo della luce, quest’ultimo da rimuovere necessariamente per realizzare il marciapiede. Bisognerà attendere quindi l’intervento delle società FiberCop, Enel ed E-Distribuzione».
Non è escluso perciò che il cantiere - che nelle intenzioni della Provincia e del Comune di Bergamo sarebbe dovuto partire quest’estate - venga posticipato al periodo estivo del 2027: «Una volta in fase di esecuzione, se dovessero emergere esigenze sulla viabilità, si può pensare di effettuare i lavori in estate», puntualizza Micheli.
Gorle: «Preoccupati»
Da Palafrizzoni l’auspicio è che i tempi siano contenuti il più possibile: «Noi sosteniamo convintamente il progetto e ci aspettiamo che sia realizzato in tempi brevi, come promesso», commenta Marco Berlanda, assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo. Meno entusiasta, per così dire, è il sindaco di Gorle, Giovanni Testa: «La svolta a destra in via Martinella per chi proviene dal rondò delle Valli è pericolosa, sarebbe stato meglio almeno limitarla ai residenti. In più non è stato fatto uno studio del traffico che verifichi quante auto l’intervento scaricherà in futuro su Gorle e Torre Boldone». Sul punto però la Provincia rigetta le accuse: «Sono stati fatti tutti gli approfondimenti del caso», sostiene Micheli.
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