(Foto di Bedolis)
LA MANIFESTAZIONE. Sabato 17 ottobre centinaia di studenti in piazza per la scuola e la Palestina. Disordini alle Autolinee e a Porta Nuova, traffico in tilt e un presidio davanti alla Questura per chiedere il rilascio dei fermati.
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Bergamo
Centinaia di studenti delle scuole superiori bergamasche si sono ritrovati nella mattinata di sabato 17 ottobre a Bergamo per chiedere una scuola migliore e più inclusiva e per manifestare contro la guerra e a sostegno della libertà in Palestina. Una mobilitazione che ha attraversato le vie del centro cittadino, accompagnata da slogan e cori, ma segnata anche da momenti di tensione con le forze dell’ordine, atti vandalici e una decina di giovani portati in Questura per accertamenti.
La manifestazione si inserisce nella mobilitazione nazionale degli studenti, che già venerdì 16 ottobre aveva portato migliaia di giovani nelle piazze di numerose città italiane. Al corteo bergamasco ha espresso il proprio sostegno anche la Flc Cgil.
La giornata di protesta è iniziata alle 9 nella zona della Stazione autolinee e dell’Urban Center, dove centinaia di studenti si sono radunati prima della partenza del corteo. Già durante il presidio si sono verificati i primi momenti di tensione. Un gruppo di giovani si è staccato dalla manifestazione principale e si è diretto verso l’area delle Autolinee, rovesciando alcuni cestini e bidoni della spazzatura. I ragazzi si sono poi spostati nelle vie circostanti, tornando anche nei pressi del concentramento degli studenti. La Polizia di Stato ha monitorato gli spostamenti del gruppo, mantenendo la situazione sotto controllo.
Intorno alle 10 il corteo ha preso il via da piazzale Marconi in direzione di Porta Nuova. Centinaia di ragazzi hanno attraversato le strade del centro intonando slogan contro la guerra, per la pace e per la libertà in Palestina, anche sulle note di «Bella Ciao». La manifestazione, nata per rivendicare una scuola più inclusiva e per dare voce alle istanze degli studenti, ha però registrato ulteriori episodi di tensione una volta raggiunto largo Porta Nuova.
Qui un gruppetto di manifestanti ha divelto cestini della spazzatura, pali della segnaletica stradale e cartelloni, mentre alcune bottiglie di vetro sono state lanciate e infrante sull’asfalto. Ne sono seguiti momenti di tensione con la Polizia di Stato, intervenuta per contenere la situazione. Una decina di giovani sono stati fermati e accompagnati nella sede della Questura di Bergamo, in via Noli, per accertamenti e per valutare eventuali provvedimenti nei loro confronti.
Il corteo ha quindi proseguito lungo viale Roma e viale Vittorio Emanuele, attraversando anche la zona del Sentierone, dove è in corso la manifestazione «Mercatanti in Fiera». La protesta ha avuto inevitabili ripercussioni sulla viabilità cittadina, con code di auto in via Angelo Mai e nelle strade del centro interessate dal passaggio dei manifestanti. Il corteo è infine approdato in piazzale della Libertà, dove si sono registrate nuove schermaglie tra le forze dell’ordine e una frangia di manifestanti.
La protesta non si è conclusa con l’arrivo in piazzale della Libertà. Intorno a mezzogiorno un gruppo di studenti si è spostato in via Noli, davanti alla sede della Questura di Bergamo, per chiedere il rilascio dei giovani fermati durante la manifestazione. Le forze dell’ordine hanno disposto la chiusura temporanea di via Suardi per motivi di sicurezza, mentre i manifestanti hanno dato vita a un nuovo presidio. «Durante il corteo si sono verificati atti di brutalità, con studenti picchiati e arrestati – sostengono i manifestanti –. Chiediamo l’immediato rilascio, staremo qui in presidio finché non verranno tutti rilasciati». Si tratta di accuse avanzate dai partecipanti alla protesta, sulle quali al momento non risultano riscontri ufficiali.
Il bilancio, ha spiegato la Questura in una nota, è di due arresti e diversi denunciati, anche minorenni: «Fin dalle prime fasi - si legge - un gruppo di circa 200 giovani, prevalentemente di origine straniera, in gran parte verosimilmente minorenni e diversi dei quali vestiti di nero e con il volto coperto, ha assunto comportamenti aggressivi. Alcuni hanno lanciato oggetti contro gli operatori di polizia, mentre gruppi di manifestanti si sono allontanati più volte di corsa dalla piazza, per poi farvi ritorno». Tensioni proseguite anche dopo il termine della manifestazione, «quando alcuni gruppi hanno colpito arredi urbani e danneggiato lievemente delle vetrine».
Sono stati arrestati un cittadino pakistano del 1991, irregolare sul territorio nazionale e già destinatario di un avviso orale e di un divieto di avvicinamento alle aree urbane, per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, e un cittadino nigeriano del 2007, per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e travisamento. Due operatori hanno riportato lesioni, con una prognosi di sette giorni. Altri sei giovani, di cui quattro italiani, un boliviano e un marocchino, sono stati accompagnati in Questura per essere identificati e per accertamenti sulle condotte tenute durante la manifestazione: cinque sono stati denunciati per travisamento, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, mentre un minorenne di età inferiore ai 14 anni sarà segnalato alla Procura per i minori per aver lanciato oggetti contundenti e petardi contro gli operatori.
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