(Foto di Colleoni)
L’INAUGURAZIONE. Una struttura di 600 metri quadrati realizzata grazie a 400mila euro di donazioni.
Lettura 4 min.Quattrocentomila euro raccolti grazie alla generosità di fondazioni, imprese e cittadini, una cucina di 600 metri quadrati e la capacità di preparare oltre mille pasti per servizio, a pranzo e a cena. Sono i numeri della «Grande Cucina per Bergamo», inaugurata nella mattinata di sabato 17 ottobre al Patronato San Vincenzo: una nuova struttura che rafforza la capacità dell’ente di rispondere a un bisogno essenziale, garantire ogni giorno un pasto alle persone che vivono situazioni di difficoltà.
«Al Patronato il pasto non è mai soltanto una risposta a un bisogno materiale, ma anche un’occasione di incontro e di vicinanza» spiega il Superiore dei Preti del Patronato San Vincenzo, don Davide Rota
Don Davide Rota, Superiore dei Preti del Patronato San Vincenzo, sottolinea che «dare da mangiare a chi ha fame è un gesto semplice, ma racchiude un significato profondo del Vangelo: riconoscere nell’altro una persona da accogliere, rispettare e amare. Al Patronato il pasto non è mai soltanto una risposta a un bisogno materiale, ma anche un’occasione di incontro e di vicinanza. Questa cucina ci aiuterà a rendere più concreto e quotidiano il nostro impegno, ricordandoci che la carità non è fatta soltanto di parole, ma di gesti, di presenza e di attenzione verso chi attraversa un momento di difficoltà. Ringraziamo quanti hanno reso possibile quest’opera, perché attraverso la generosità di molti possiamo continuare a prenderci cura dei più bisognosi».
L’inaugurazione segna una nuova tappa nel percorso di rinnovamento del Patronato, avviato con la riapertura della rinnovata Casa Centrale nel dicembre 2025. Proprio in quell’occasione era stata annunciata la realizzazione di una cucina moderna e funzionale, pensata per rendere più efficiente l’organizzazione del servizio e ampliare la capacità di risposta alle necessità del territorio. Un progetto che oggi diventa realtà grazie alla collaborazione tra il Patronato, le realtà filantropiche, il mondo delle imprese e tanti cittadini.
Il risultato più significativo è quello della sottoscrizione lanciata nel dicembre scorso, con un obiettivo iniziale di 300mila euro: la raccolta ha raggiunto circa 400mila euro, superando il traguardo previsto e confermando la partecipazione della comunità bergamasca a un’opera destinata a sostenere concretamente le persone più fragili.
Tra i sostenitori figurano Montello Spa, Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico, Rulmeca Spa, Compagnia delle Opere di Bergamo, Fondazione MIA e Mei Srl, insieme a numerose altre aziende e a tanti privati che hanno scelto di contribuire alla realizzazione della struttura. Una parte della somma raggiunta è stata raccolta grazie alla Fondazione della Comunità Bergamasca attraverso la piattaforma «For Funding» di Intesa Sanpaolo.
Un risultato che racconta il valore di una rete di solidarietà capace di mettere insieme risorse e competenze diverse attorno a un obiettivo comune. La nuova cucina non è soltanto un investimento in spazi e attrezzature, ma uno strumento per dare continuità a un servizio quotidiano, migliorandone l’organizzazione e rafforzando la capacità del Patronato di prendersi cura delle persone.
Massimo Cincera, presidente dell’Opera Diocesana Patronato San Vincenzo, e Luigi Zucchinali, presidente della Fondazione don Fausto Resmini, commentano: «Il risultato raggiunto, con una raccolta di circa 400mila euro, dimostra quanto la comunità bergamasca sappia riconoscersi in un progetto concreto di solidarietà. Fondazioni, imprese e cittadini hanno scelto di contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, alla realizzazione di un servizio che sarà a beneficio di tante persone. A tutti i sostenitori va il nostro ringraziamento: il loro contributo non ha permesso soltanto di costruire una cucina moderna e funzionale, ma di investire nella continuità di un’opera che mette al centro i bisogni della comunità. La Grande Cucina è il risultato di una responsabilità condivisa, che ci permette di guardare al futuro con strumenti più adeguati alle necessità del territorio».
Alla realizzazione del progetto ha contribuito anche la famiglia Cerea, attraverso il Gruppo Da Vittorio e la società Vicook, mettendo a disposizione competenze professionali e organizzative per la progettazione e l’organizzazione degli spazi. La collaborazione prevede inoltre il coinvolgimento di Ugo Invernizzi, cuoco originario di Sant’Omobono Terme, che si occuperà della gestione, della preparazione dei pasti e della coordinazione di una rete di circa 200 volontari.
«Abbiamo accolto con convinzione il progetto della Grande Cucina per Bergamo – commenta la famiglia Cerea - perché crediamo nel valore concreto della solidarietà e nella responsabilità che ciascuno può assumersi verso la propria comunità. Mettere a disposizione la nostra esperienza nella ristorazione, contribuendo alla progettazione degli spazi e al lavoro della cucina, è il nostro modo di sostenere un’opera che ogni giorno si prende cura di tante persone. Siamo felici di poter affiancare il Patronato in un’iniziativa in cui professionalità e attenzione agli altri si incontrano».
Alla rete di sostegno si aggiunge anche Pentole Agnelli, che ha contribuito con una donazione di pentole, padelle e strumenti professionali per la cucina grazie all’interesse e alla vicinanza di Baldassarre Agnelli. Una partnership che si inserisce nel percorso di collaborazione tra il Patronato e le imprese, unite dall’obiettivo di sostenere un servizio essenziale per la comunità bergamasca.
Nel corso della cerimonia sono intervenuti la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, l’assessore regionale alla Casa e all’housing sociale Paolo Franco, don Davide Rota, Superiore dei Preti del Patronato San Vincenzo, Luigi Zucchinali, presidente della Fondazione don Fausto Resmini, Rossella Cerea, in rappresentanza della famiglia Cerea, e Massimo Cincera, presidente dell’Opera Diocesana Patronato San Vincenzo. La benedizione della struttura è stata impartita da monsignor Davide Pelucchi, vicario generale della Diocesi di Bergamo.
La nuova cucina si estende su circa 600 metri quadrati, distribuiti tra le aree dedicate alla preparazione dei pasti e quelle destinate alla conservazione degli alimenti e allo stoccaggio. La capacità produttiva, superiore a mille pasti per singolo servizio, consentirà di centralizzare la preparazione e migliorare la gestione delle attività, con una maggiore razionalizzazione delle risorse.
Dal punto di vista organizzativo, il nuovo centro diventerà il riferimento per tre sedi del Patronato. Dal 1° novembre servirà la Casa Centrale e la mensa della Stazione Autolinee; da gennaio 2027 il servizio sarà esteso anche alla sede di Sorisole.
La «Grande Cucina per Bergamo» si prepara così a diventare un’infrastruttura fondamentale per l’attività del Patronato San Vincenzo e della Fondazione don Fausto Resmini. Il valore dell’opera si misurerà soprattutto nella quotidianità: nei pasti preparati, nella continuità del servizio e nella possibilità di raggiungere più persone, offrendo non soltanto un aiuto materiale, ma anche attenzione e dignità.
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