
Cronaca / Bergamo Città
Sabato 15 Febbraio 2025
Balzo delle polmoniti: rispetto all’anno scorso c’è un aumento del 70 per cento
SANITA’ Nelle prime 5 settimane del 2025 nei pronto soccorso 968 accessi. Di Marco («Papa Giovanni»): diversi virus respiratori, ma picco superato.
Bergamo
È l’onda lunga dell’influenza, che nella sua coda ha lasciato anche strascichi più gravi: tra gennaio e l’inizio di febbraio, anche in Bergamasca c’è stato un balzo delle polmoniti. Nelle prime cinque settimane del 2025 – quindi tra tutto gennaio e fino al 7 febbraio – i pronto soccorso della provincia di Bergamo hanno contato 968 accessi per polmoniti, il 70% in più rispetto ai 567 casi dello stesso periodo del 2024 e con un +78,5% sui 542 del 2023. I dati – ricavati dalla sorveglianza della Regione Lombardia – disegnano una dinamica che ricalca lo scoppio ritardato dell’influenza, che aveva invece visto i picchi precedenti a dicembre 2022 (per la stagione influenzale 2022/2023) e dicembre 2023 (per la stagione influenzale 2023/2024); spostato in là l’apice di quel virus, anche le polmoniti hanno segnalato un incremento posticipato. Ma con numeri rilevanti anche se si traccia un paragone col pre-Covid, considerato che nelle prime cinque settimane del 2019 gli accessi per polmonite nei pronto soccorso bergamaschi furono 841.
Più di casi di polmonite da fine dicembre
In attesa dei dati consolidati riferiti all’ultima settimana, il polso della situazione tra gli ospedali suggerisce però l’inizio della discesa. «L’aumento era iniziato a fine dicembre – spiega Fabiano Di Marco, direttore della Pneumologia dell’ospedale “Papa Giovanni” e professore associato di Malattie dell’apparato respiratorio all’Università degli Studi di Milano –, ma adesso dovremmo essere già giunti oltre il picco, anche se la Regione non ha ancora abbassato il regime che richiede di attrezzare più posti letto per far fronte alle patologie respiratorie. Rispetto agli ultimi anni la curva epidemiologica ha avuto un ritardo, analogamente a quanto osservato per l’influenza. Va anche aggiunto che rispetto al passato oggi c’è una sorveglianza molto più capillare, grazie a un maggior numero di tamponi per le tipologie di virus respiratori, e questo può portare anche a un aumento dei casi registrati».

L’altra differenza marcata riguarda la causa delle polmoniti e delle sindromi respiratorie di stagione: «Per la prima volta da quando è iniziata la pandemia, non isoliamo più il virus del Covid – precisa Di Marco –: non vediamo più casi di Sars-Cov-2, mentre si incontrano molti virus diversi, a partire dal virus sinciziale respiratorio (l’Rsv, ndr)». Anche dalla Regione sottolineano il fattore temporale: in Lombardia l’aumento degli accessi in pronto soccorso per polmonite nelle prime settimane dell’anno è oggettivo, correlato anche al ritardo più generale della curva epidemiologica delle sindromi respiratorie stagionali, mentre il numero di ricoveri (quelli che eventualmente scattano dopo la valutazione in pronto soccorso) è ritenuto sostanzialmente stabile col recente passato.
La pressione sui pronto soccorso
Allargando lo sguardo a tutte le patologie stagionali, i dati della Regione confermano l’allentamento della pressione sui pronto soccorso dopo il picco: in Bergamasca, conteggiando l’intero spettro delle sindromi respiratorie, al cui interno sono comprese anche le polmoniti, nell’ultima settimana di gennaio si era arrivati a 1.036 ingressi in Pronto soccorso, poi nella prima settimana di febbraio si è scesi a 976. Confrontando alcuni picchi degli anni passati, nell’ultima settimana di dicembre 2022 erano stati raggiunti i 1.217 accessi, la prima settimana di febbraio 2019 si arrivò a 1.249.
La conferma dei medici di base
In raccordo con gli ospedali c’è la sanità di territorio, con la prima linea dei medici di base. Anche da quest’osservatorio si rileva un aumento recente: «È capitato di vedere più pazienti del solito con polmoniti – conferma Ivan Carrara, medico di base a Sotto il Monte e segretario della Fimmg Bergamo, sindacato di categoria –: è una situazione che può legarsi al picco ritardato dell’influenza, con più facili sovrainfezioni. Sono oscillazioni che accadono in alcuni anni particolari, lo scorso anno c’era stato un picco anomalo durante l’estate». «Effettivamente c’è un aumento dei casi di patologia polmonare – ribadisce anche Marco Agazzi, medico di base a Ponte San Pietro e presidente del sindacato Snami Bergamo –: si tratta di situazioni che cominciano con l’influenza ed evolvono verso la polmonite».
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