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Economia / Bergamo Città
Mercoledì 26 Febbraio 2025
Ritardi e cancellazioni dei treni: le regole per gli indennizzi
ADICONSUM. Il passeggero può presentare un reclamo alla società coinvolta nel disservizio, la risposta entro un mese. Il rimborso in bonus o in denaro.
Più croce che delizia, anche i viaggiatori di Bergamo e provincia che usano il treno (in particolare sulla tratta per Milano, ma sempre di più, con il rafforzarsi dell’alta velocità, anche sull’intera rete nazionale) hanno dovuto sopportare e far fronte (con massicce dosi di pazienza, in particolare negli ultimi mesi), a numerosi disagi, tra ritardi (anche di diverse ore), cancellazioni e scioperi. Come evidenziato dai consumatori, l’inizio del 2025 si è rivelato particolarmente problematico, causando significativi disservizi lungo tutta la rete dello Stivale.
Ecco cosa fare per Adiconsum
Ne sa qualcosa Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo, alle prese ogni giorno con segnalazioni, proteste e richieste d’aiuto da parte dei consumatori non solo del nostro territorio. Quando il viaggio in treno si trasforma in un percorso ad ostacoli, quali sono i diritti da far valere? «In situazioni come queste – spiega la numero uno dell’associazione difesa dei consumatori e ambiente della Cisl Bergamo - è necessario conoscere i propri diritti e sapere come comportarsi per gestire al meglio gli imprevisti. Se il treno ritarda l’arrivo alla destinazione finale di oltre un’ora, il viaggiatore ha diritto di scegliere tra diverse opzioni: 1) rinunciare al viaggio ed ottenere il rimborso integrale del biglietto e, se necessario, ritornare al punto di partenza, non appena possibile; 2) proseguire il viaggio o seguire un itinerario alternativo, a condizioni di trasporto simili, verso la destinazione finale, non appena possibile e senza incorrere in costi aggiuntivi; 3) proseguire il viaggio o seguire un itinerario alternativo, verso la destinazione finale in una data successiva, a discrezione del passeggero, senza incorrere in costi aggiuntivi».
«Se il ritardo è compreso tra 60 e 119 minuti si ha diritto a un indennizzo pari al 25% del prezzo del biglietto. Per ritardi di almeno 120 minuti, l’indennizzo sale al 50% del prezzo del biglietto. Si sono però alcune eccezioni importanti da tenere a mente»
Ma anche nel caso di ritardi inferiori a 60 minuti, se ripetuti nel tempo, tali ritardi possono essere calcolati cumulativamente e i passeggeri possono richiedere un indennizzo, secondo le modalità stabilite dall’impresa ferroviaria. Entrando più nel dettaglio, Mina Busi spiega che il Regolamento (UE) 2021/782 relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario stabilisce a quanto ammontano gli indennizzi in caso di ritardo all’arrivo nella stazione di destinazione, a seconda della durata del ritardo. «Se il ritardo è compreso tra 60 e 119 minuti si ha diritto a un indennizzo pari al 25% del prezzo del biglietto. Per ritardi di almeno 120 minuti, l’indennizzo sale al 50% del prezzo del biglietto. Si sono però alcune eccezioni importanti da tenere a mente. Ad esempio, non è previsto alcun indennizzo se il prezzo del biglietto è pari o inferiore a 4 euro, oppure se il passeggero è stato informato del ritardo prima di acquistare il biglietto.
L’obbligo di risarcimento
Inoltre, il regolamento chiarisce quali circostanze esonerano le imprese ferroviarie dall’obbligo di risarcimento. Tra queste rientrano situazioni straordinarie come: condizioni meteorologiche estrem e (ad esempio, forti nevicate o alluvioni); gravi calamità naturali, come terremoti o frane; gravi crisi sanitarie, (come è stato nel caso della pandemia); situazioni legate alla colpa del passeggero o al comportamento di terzi. È importante sottolineare – evidenzia la presidente di Adiconsum Bergamo - che gli scioperi del personale non sono inclusi tra queste circostanze eccezionali. Ciò significa che, anche in caso di ritardi o cancellazioni dovuti a uno sciopero, l’impresa ferroviaria è comunque obbligata a risarcire i passeggeri. L’indennizzo deve essere erogato entro un mese dalla data di presentazione della domanda e può essere corrisposto, su richiesta del passeggero, in buoni o in denaro».
Nei casi di treni bloccati sui binari, si ha diritto a un servizio di trasporto alternativo, se fisicamente possibile, per raggiungere la stazione ferroviaria più vicina o un punto di partenza alternativo oppure la destinazione finale. Se il servizio non può proseguire, l’impresa ferroviaria è obbligata a organizzare quanto prima una soluzione di trasporto alternativo per i passeggeri, garantendo che possano completare il loro viaggio nel minor tempo possibile.
A chi inviare il reclamo
Come e a chi inviare un reclamo? Il passeggero può presentare un reclamo a qualsiasi impresa ferroviaria coinvolta che deve fornire una risposta motivata entro un mese dal ricevimento del reclamo. Una risposta definitiva deve essere fornita entro tre mesi. «Se il passeggero non ottiene risposta entro un mese dalla presentazione del reclamo di prima istanza o ritiene la risposta ricevuta insoddisfacente - conclude Mina Busi - può presentare, entro un anno dal reclamo o della richiesta di rimborso o indennizzo, un’istanza al Servizio conciliazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), tramite la piattaforma “ConciliaWeb” (link www.autorita-trasporti.it/conciliaweb/). Il passeggero può, inoltre, presentare un reclamo di seconda istanza all’Art entro tre mesi dal ricevimento della risposta al reclamo di prima istanza, ritenuta non soddisfacente ovvero dalla presentazione del reclamo iniziale in caso sia trascorso un mese senza che abbia ricevuto riscontro. I nostri uffici Adiconsum assistono nelle pratiche (così come il Centro Europeo Consumatori Italia) e sono disponibili a fornire consulenza e assistenza qualora insorgano controversie di natura transfrontaliera». Info: Adiconsum Bergamo, presso la sede della Cisl, in via Carnovali 88/A. Tel: 035.324580; e-mail: [email protected].
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