L’edilizia «invecchia»: si lavora più anni e tra i giovani c’è il problema attrattività

IL CONGRESSO. Oggi nei cantieri il 53% degli addetti ha più di 46 anni: 10 anni fa il rapporto era invertito. In crescita la quota di manodopera straniera, soprattutto dall’Egitto.

Lo spartiacque è fissato a 46 anni e nel 2014 lavorare in un cantiere edile significava avere come colleghi perlopiù under 46, pari a quasi il 60% della forza lavoro. Oggi i rapporti si sono invertiti, perché i muratori, nel 53% dei casi, hanno più di 46 anni. Un cambiamento che la Filca-Cisl di Bergamo definisce una «capriola generazionale», dovuta in parte all’allungamento della vita lavorativa, ma anche alla scarsa attrattività del settore per i giovani: «Il lavoro edile è percepito come poco appetibile, sia per le condizioni contrattuali, sia per la mancanza di incentivi formativi adeguati».

In Bergamasca 18mila lavoratori

E non sono gli unici problemi del comparto. La Filca, nella due giorni congressuale che si chiude venerdì 28 febbraio a San Paolo d’Argon, mette in evidenza come anche l’ingresso di lavoratori italiani nell’edilizia bergamasca si sia assottigliato: dal 78% del 2014 si è infatti passati al 58% di quest’anno, nonostante un aumento del 14% degli organici complessivi. Egitto, Albania, Marocco e Romania sono i Paesi più rappresentati nei cantieri della nostra provincia, con un vero e proprio exploit di lavoratori egiziani, che dallo 0,77% di 10 anni fa sono passati all’8% degli ultimi 12 mesi. In Bergamasca l’edilizia conta circa 18 mila lavoratori suddivisi tra industria e artigianato, con un contributo importante di manodopera straniera. «Per favorire l’integrazione dei lavoratori migranti e migliorare la qualità del lavoro in cantiere, vogliamo promuovere programmi di formazione specifici per valorizzare le competenze professionali, migliorare la sicurezza nei cantieri e rendere il settore più attrattivo», è l’intento della Filca.

Il tema sicurezza

Quando si parla di edilizia non si può non citare la questione della sicurezza in cantiere. Secondo i dati di Inail e Ats di Bergamo, nel 2024 nella nostra provincia si sono registrate 8.451 denunce di infortuni sul lavoro, di cui «una quota significativa nel settore edile», rileva la Filca. «Sono stati 15 quelli con esito mortale, alcuni dei quali avvenuti nei cantieri». Non va meglio sul fronte delle malattie professionali: un migliaio i casi denunciati l’anno scorso. Il settore edile è tra quelli con il maggior numero di denunce, con patologie legate a più cause: dai disturbi muscolo-scheletrici ai problemi respiratori.

Il futuro della categoria

Spostando l’attenzione sul congresso orobico, in casa Filca (7.866 i tesserati) mancano ancora segretario generale e segreteria. Simone Alloni ha rassegnato le dimissioni a novembre dell’anno scorso e il periodo di reggenza (da parte del segretario generale della Filca Lombardia, Alem Gracic) che ne è seguito non si chiude oggi. Al nuovo consiglio generale che sarà eletto in giornata verrà proposto un ulteriore periodo di reggenza per trovare gli equilibri necessari per esprimere la nuova segreteria.

Da segnalare che nel sindacato ha fatto il suo ingresso Luca Legramanti, fino a settimana scorsa alla guida della Fistel-Cisl (grafici e cartai), categoria in cui per lui si avvicinava la scadenza di mandato. Per Legramanti, classe 1983, si tratta di un ritorno (da operatore), visto che il suo approdo nel sindacato è avvenuto proprio tra gli edili della Filca, ormai più di 15 anni fa.

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