
Ogni vita un racconto / Bergamo Città
Mercoledì 26 Marzo 2025
Passione, musica e un cuore senza riserve
Dietro ogni comunità ci sono persone che contribuiscono a renderla speciale. Walter, Luigi e Luciana: tre storie che rappresentano il volto più autentico della Bergamasca.

La terra bergamasca è ricca di storie di persone che, con il loro talento e il loro impegno, hanno lasciato un segno indelebile. Walter Fontana ha raccontato la vita dell’alta Valle Brembana attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica e il pennello dei suoi dipinti; mentre Luigi Galli, clarinettista instancabile, ha fatto della musica la sua missione, trasmettendo la passione per la banda alle nuove generazioni. E infine Luciana Moscheni, che ha vissuto con una generosità senza confini, offrendo aiuto e sorrisi a chiunque incontrasse.
Oggi vi raccontiamo tre vite diverse ma accomunate dall’amore per il proprio territorio e la propria gente.
Walter Fontana: l’occhio poetico della Valle Brembana
La sua professione di fotografo, che esercitava dall’età di 16 anni, lo ha portato a incontrare tante persone a imprimere in una enorme memoria fotografica la storia, gli avvenimenti e i personaggi che dal dopoguerra hanno segnato la vita dell’alta valle. Dopo aver appreso il mestiere di fotografo, negli anni ’50 aprì il suo negozio prima a Lenna, suo paese natale, e poi, dopo il matrimonio, a Piazza Brembana. Walter fu anche uno sportivo tenace e un pittore sensibile che amava fermare sulla tela soprattutto gli angoli e i colori del suo paese, Lenna. Walter fu impegnato in modo serio anche nella vita sociale, partecipando alla Squadra volontari antincendio Lenna e come guardia ecologica per la Comunità montana.
Luigi Galli: il decano della banda amante del clarinetto
Nel gennaio 2020 la banda musicale Gaetano Donizetti salutava il suo decano Luigi Galli morto il 30 dicembre. Luigi era entrato nella banda all’età di 9 anni proseguendo poi il suo impegno per ben 66 anni, sino all’ultima festa di Santa Cecilia con il concerto alla chiesina di Lourdes poco prima di morire. In quell’occasione, per ragioni di salute, non aveva potuto suonare, ma aveva voluto essere presente come spettatore per poi concludere la festa il giorno dopo unendosi al gruppo con il suo clarinetto. «Guardava con affetto i giovani e teneva alla tradizione familiare – ricordava il presidente della banda Paolo Autelitano –. Con gioia amava suonare con il figlio Martino al clarinetto, e i nipoti Davide (trombone) e Marco, col clarinetto piccolo come il nonno». Al suo funerale l’intera banda lo ha salutato in musica.
Luciana Moscheni: una vita fatta di generosità e gioia
Nel febbraio 2019 ci lasciava Luciana Moscheni di Roncallo Gaggio di Pontida, morta a soli 47 anni. La sua generosità l’ha seguita fino alla fine, tant’è che, come donatrice Aido, ha voluto che il suo cuore, reni, pancreas e altri organi andassero a migliorare la vita di persone malate. Questo è stato il suo ultimo atto di altruismo e disponibilità, doti che l’avevano contraddistinta anche in vita e che molti avevano apprezzato. Era molto stimata in oratorio, dove era volontaria e anche tra i soci della Cooperativa Ocram Service di Bergamo, dove Luciana lavorava svolgendo servizio alla Polisportiva di Brembate Sopra. Luciana aveva l’hobby del découpage e dedicava molto tempo alla figlia che gioca nell’Associazione Volley Ambivere. Ovunque andasse Luciana seminava buonumore e capacità di farsi in quattro per gli altri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA