Da ormai trent’anni il mondo è stato invaso dai Pokémon, i «mostri tascabili» frutto della fantasia del game designer giapponese Satoshi Tajiri che hanno portato su un nuovo livello il concetto di collezione. Un mix tra animali e creature mitologiche che ha conquistato da subito il cuore di adulti e bambini in ogni parte del globo e che ha saputo imporsi in ogni ambito di mercato. Ma come è nato questo brand? In quali ambiti è diventato più celebre? E, soprattutto, come si fa ad approcciare questo mondo nel 2026?
Il videogioco e le origini
Tutto comincia nel 1989, quando Nintendo sconvolge il mondo del videogioco mettendo sul mercato il Game Boy, la sua console portatile con giochi a cartuccia intercambiabile. Leggera, maneggevole e con un consumo di batterie – considerato il periodo storico – moderato. Nel giro di poco tempo, soprattutto grazie alla presenza del videogioco «Tetris» nel parco titoli della console, praticamente chiunque nel mondo potesse permettersi un Game Boy ne aveva uno in tasca o nello zaino. Satoshi Tajiri, redattore della rivista autoprodotta «Game Freak» diventata poi casa di sviluppo videoludico, rimase affascinato da questa console e dal cavo «Game Link» che permetteva il collegamento di due console per poter organizzare sfide tra giocatori. Decise quindi di creare un gioco in cui riversare i propri passatempi d’infanzia, ovvero camminare nei campi e nei boschi per collezionare insetti. Nel 1996 il progetto divenne realtà e le prime due versioni del videogioco Pokémon, ovvero «Pokémon Rosso» e «Pokémon Verde», vennero distribuite in tutto il Giappone. Sorprendentemente, nella prima fase le vendite furono piuttosto lente. A trainare il brand fu però il passaparola tra i bambini, desiderosi di scambiare i propri Pokémon grazie al cavo Game Link e, due anni dopo, anche il resto del mondo venne investito dal fenomeno Pokémon.
Dove trovare oggi i videogiochi Pokémon?
Per i giochi più recenti, ovviamente Nintendo resta il distributore principale. Si possono comprare sia videogiochi fisici da inserire nelle console attualmente in commercio o usare direttamente il marketplace online delle console per comprare e scaricare i giochi. Per le prime versioni bisogna invece rivolgersi al mercato dell’usato o ai collezionisti.
La serie animata
Ma cosa ha permesso ad un videogioco di ruolo a turni, genere difficilmente commerciabile all’epoca al di fuori dei confini giapponesi, di arrivare fino a noi? Il cavallo di troia ideale fu la serie animata, nata nel 1997 e arrivata a sconvolgere le vite dei ragazzini italiani (tra cui il sottoscritto) il pomeriggio del 10 gennaio 2000. Le caratteristiche erano le stesse del videogioco: un bambino arrivato ai 10 anni di età deve scegliere un Pokémon tra quelli presenti nel laboratorio del «professore» del suo paese, per poi curarlo ed allenarlo viaggiando per il mondo sino a diventare il miglior allenatore di Pokémon del mondo.
Il povero Ash, il protagonista della serie animata, purtroppo non ha l’energia del classico protagonista giapponese. È un ritardatario e ha un carattere superficiale. Sarà l’incontro con Pikachu, Pokémon dal carattere inizialmente scorbutico e in grado di generare potenti scariche elettriche, a innescare nel ragazzo il processo di crescita. Una storia semplice, ma in grado di fare breccia nel cuore di ogni bambino in cerca di avventura. Il successo della serie fu tale che venne commercializzata una versione del gioco chiamata «Pokémon Giallo», praticamente identica alle altre versioni ma con un Pikachu come primo Pokémon utilizzabile che segue il personaggio senza entrare nella sua sfera poké, esattamente come nella serie animata.
Dove trovare la serie animata
Recuperare l’intera serie animata ad oggi è un’impresa ardua, poiché questa è composta da oltre 1300 episodi. Calcolando una media di 20 minuti a puntata (escludendo le sigle) si tratta di oltre 430 ore di visione, circa 18 giorni se non si fanno pause. Per chiunque dovesse considerarsi abbastanza coraggioso da affrontare l’impresa, le prime quattro stagioni si trovano su Amazon Prime Video.
Le carte da gioco
Tra tutti gli ambiti a cui è legato il brand Pokémon, quello delle carte da gioco è sicuramente il più discusso negli ultimi anni. Singole carte arrivate a costare milioni di euro come nel caso della ormai leggendaria «Pikachu Illustrator» gradata 10 (avevamo parlato di grading anche qui) battuta all’asta lo scorso 16 febbraio all’impressionante cifra di 16.492.000$ – 14.714.686,58 € al cambio attuale – ed edicole prese d’assalto da collezionisti e rivenditori privati sono ormai arrivati all’orecchio dell’informazione generalista. Ma da dove nasce tutto ciò? Il tutto ha inizio con l’idea della «Wizard of the Coast», la stessa casa produttrice delle carte di «Magic: The Gathering» di acquisire i diritti del gioco di produzione e distribuzione del trading card game, traducibile come «gioco di carte collezionabili», di Pokémon già distribuito in Giappone da Media Factory.
Il sistema di gioco base prevede che due giocatori posizionino di fronte a loro una squadra di Pokémon, selezionandone poi uno da mandare in campo. I due Pokémon selezionati si sfideranno utilizzando gli attacchi a loro disposizione, attivabili tramite carte energia specifiche da poter assegnare, con l’obiettivo di azzerare i punti vita del Pokémon avversario. Ovviamente i Pokémon potranno evolversi se l’allenatore (questo il nome dato ai giocatori) avrà nella mano la giusta carta o potranno utilizzare effetti speciali se previsto dal regolamento, arrivando a simulare quanto già visto negli scontri Pokémon già visti nel videogioco e in tv. Negli anni, la produzione delle carte è passata per varie aziende e, per l’Italia, ad oggi è Gedis ad averne i diritti per stampa e distribuzione. Negli anni il fenomeno è cresciuto sino a creare federazioni in grado di sostenere tornei nazionali e mondiali.
Per Bergamo, il nome per eccellenza nell’ambito dei giocatori del TGC Pokémon è Alberto Conti, secondo nel ranking mondiale nel momento della stesura di questo articolo e da poco tornato dalle semifinali del Regionale di Francoforte, un evento da oltre 3.000 partecipanti, che ci ha raccontato come è entrato in contatto con questo mondo.
«Sono cresciuto con questo brand. Essendo nato nel 1996, appartengo alla generazione che ha vissuto la prima Pokémon Mania, tra cartoni animati in televisione, videogiochi e carte collezionabili. Era praticamente impossibile non entrare in contatto con i Pokémon. Me ne sono innamorato ancora di più durante la pandemia, quando, secondo me, si è verificata una sorta di seconda Pokémon Mania. In quel periodo il brand è stato riscoperto da molte persone, anche grazie ai social network. Intere generazioni cresciute negli anni Novanta, che oggi hanno tra i 25 e i 35 anni, si sono riavvicinate a questo mondo. Da lì è ripartita anche la grande passione per il collezionismo ».
«Si è creata una nuova fascia di appassionati, composta da persone che magari hanno raggiunto una certa stabilità economica e possono permettersi di investire in questa passione. Io, però, non mi sono avvicinato ai Pokémon attraverso il collezionismo, bensì attraverso il gioco. Mi è sempre piaciuto giocare con le carte fin da quando ero piccolo, quindi ho seguito quella strada. Quando, verso la fine della pandemia, è esploso nuovamente il fenomeno delle carte Pokémon, la prima cosa che ho fatto è stata leggere il regolamento e imparare a giocare. Ho iniziato in particolare verso la fine del 2021, quando sono ripartiti gli eventi dal vivo e i circuiti agonistici. Mi sono buttato a capofitto nelle competizioni. La mia prima stagione è andata abbastanza bene: sono riuscito a qualificarmi per i Mondiali. Nel secondo anno, invece, ho incontrato qualche difficoltà in più e ho incassato diverse sconfitte. Poi mi sono assestato e, da quel momento, il mio percorso è stato in costante crescita. Sono quindi molto soddisfatto di come stanno andando le cose e sono davvero contento dei risultati che sto ottenendo».
Dove trovare le carte da gioco Pokémon
La risposta scontata sarebbe «ovunque», ma è bene fare una distinzione. Per le nuove uscite un buon modo per risparmiare è rivolgersi alle edicole. La distribuzione è limitata ma i prezzi sono piuttosto vantaggiosi per via del regime fiscale agevolato. Bisogna però essere molto veloci, perché collezionisti e rivenditori sono spesso fuori dalle edicole sin dalle prime ore del mattino pur di accaparrarsi i pezzi più preziosi. Se invece si punta a prodotti mirati di alta fascia o singole carte, si può cercare in negozi specializzati, tra cui il più prestigioso nella bergamasca è sicuramente Mirmex in quanto spesso sede di eventi ufficiali. Non sono però da disdegnare i negozi più piccoli, perché spesso sono punti di ritrovo per giocatori e appassionati. Infine, i market place di internet sono sempre una grande risorsa per trovare singole carte, ma bisogna sempre stare attenti a prezzi gonfiati e truffe.
…e poi c’è tutto il resto
Merchandising rinnovato di anno in anno con l’uscita delle nuove generazioni Pokémon, eventi tematici, mostre, canali streaming dedicati e chi più ne ha più ne metta. Il mondo parla la lingua dei Pokémon e questa è in continua evoluzione. Gli stessi prodotti citati in questo articolo sono stati nel tempo mescolati ed utilizzati in contesti diversi e adatti alle nuove generazioni. Un esempio è «Pokémon TGC Pocket», un’applicazione per smartphone che ricalca, seppur con regole semplificate, l’idea del gioco di carte collezionabili in ogni suo aspetto, compresa l’apertura dei pacchetti suddivisi in espansioni. Si tratta ovviamente di un modo per far avvicinare una nuova tipologia di pubblico al gioco di carte vero e proprio, proponendo un accesso più graduale, moderno e privato rispetto al doversi esporre fin da subito tra spesa per le carte e partecipazione a tornei. La stessa cosa è stata applicata anche per i videogiochi con «Pokèmon Champions», un’app gratuita disponibile anche su dispositivi mobili in cui si possono provare combattimenti tra Pokémon nella versione originale, ovvero quella videoludica. Il tutto per un valore di mercato totale del brand che in questi trent’anni ha superato i 288 miliardi di dollari di ricavi complessivi, attestandosi come franchise più redditizio di sempre davanti a grandi nomi come Hello Kitty, Disney e Star Wars.
Insomma, augurando un buon anniversario al mondo dei Pokémon, non si fa certo fatica a credere che questo brand durerà ancora almeno altri trent’anni.
