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L’invincibile potere dei classici della letteratura

Articolo. Le storie portano in sé un potere creativo al servizio della vita. Leggere alimenta creatività e immaginazione: crea gli argini di difesa contro il deterioramento del linguaggio e contro le banalizzazioni. L’Università e la Rete bibliotecaria bergamasca propongono alcuni appuntamenti imperdibili

Lettura 4 min.

Donare una storia è tra i regali più belli che si possano fare. Se poi a farlo è l’Ateneo cittadino in collaborazione con le biblioteche della provincia, c’è la garanzia che le storie siano straordinarie. È l’obiettivo di «Letture di classici», serie di incontri ideato dal professor Luca Bani e organizzato dal Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere dell’Università degli studi di Bergamo in collaborazione con la Rete bibliotecaria bergamasca e dedicato, per l’appunto, ad alcuni dei più grandi romanzi della letteratura mondiale.

Un calendario seducente

Otto saranno gli appuntamenti di quest’anno. Si è iniziato mercoledì 26 marzo (ore 17.30, presso la biblioteca di Alzano Lombardo), con la professoressa Alessandra Goggio che ha inaugurato l ciclo di incontri con «Le affinità elettive» di Johann Wolfgang Goethe: il titolo allude all’«affinità chimica», proprietà di alcuni elementi che hanno la capacità di legarsi con determinate sostanze a scapito di altre: il romanzo narra infatti le difficoltà di una coppia sposata nel momento in cui si trova a condividere la propria dimora con un amico di lui e con la nipote di lei, situazione che porta al disfacimento della relazione iniziale e alla nascita di due nuove coppie, che in un arco di tempo brevissimo si divideranno per colpa di una fortunosa serie di eventi avversi.

Alle ore 16.30 di sabato 29 marzo, il professor Andrea Pitozzi, presso la biblioteca di Curno, parlerà di «Bartleby lo scrivano», di Herman Melville, mentre, alle ore 20.30 di martedì 8 aprile, presso la biblioteca di Carobbio degli Angeli, sarà la volta della professoressa Michela Gardini e di «Thérèse Raquin», di Emile Zola.

Alle ore 16.30 di sabato 12 aprile, invece, presso la biblioteca di Villongo, il docente Jacopo Perazzoli leggerà, in chiave storica, il romanzo autobiografico di Carlo Levi, «Cristo si è fermato a Eboli», dedicato all’esperienza del confino. Mandato da Torino in uno sperduto paese della Basilicata, lo scrittore racconta la scoperta di una civiltà diversa, quella dei contadini del Mezzogiorno, fuori dalla Storia e ancora immersa in tradizioni antiche e desuete.

Di Pier Vittorio Tondelli e del suo «Altri libertini» parlerà invece il professor Giuseppe Previtali, presso la biblioteca «Tiraboschi» di Bergamo mercoledì 7 maggio, ore 17.30.

Mentre la docente Ornella Discacciati, alle ore 20.30 di martedì 13 maggio presso la biblioteca di Almenno San Bartolomeo, presenterà «I demoni», di Fëdor Dostoevskij. Nel romanzo, viene messa in scena la perdita di valori dell’“intelligencija” russa. Il protagonista annuncia l’inizio di un’epoca in cui tutti i principi supremi sono miseramente naufragati e l’avvento dell’età del nichilismo.

Alle ore 17 di sabato 17 maggio, la biblioteca di Treviglio proporrà «Il libro del tè di Okakura Kakuzō», a cura del professor Marco Taddei.

A concludere, martedì 20 maggio, la professoressa Ivana Rota con «Nada», di Carmen Laforet (biblioteca di Colzate, ore 20.30), che racconta la Spagna distrutta e impoverita dalla rovinosa Guerra civile e che ci ricorda che la pace non è qualcosa di così scontato.

Valorizzazione delle conoscenze e del territorio

Un evento che, in questa sua settima edizione, ha scelto di inserire tutti gli appuntamenti all’interno degli spazi della Rete bibliotecaria bergamasca. Spiega il professor Paolo Barcella, docente di Storia contemporanea presso l’Università degli studi di Bergamo che, assieme alla professoressa Cristina Cappelletti (docente di Letteratura italiana nel medesimo ateneo), è coordinatore dell’evento. «Si tratta di una scelta che è, prima di tutto, un esperimento, frutto delle convinzioni che muovono me e altri colleghi. Crediamo infatti che la valorizzazione della conoscenza passi attraverso la diffusione della stessa in quelle zone della nostra provincia che, normalmente, hanno meno occasione di intercettare il lavoro svolto dall’università e di beneficiare, in modo costante, di momenti di aggregazione e di animazione culturale». Un compito delicato ed estremamente necessario. «Alcuni territori sono in sofferenza per tante ragioni e tra queste c’è anche la riduzione delle attività associative – afferma Barcella –. Non cambieremo noi questo processo, ma, allo stesso tempo, riteniamo sia un valore il rafforzamento del legame sociale e che quindi abbia senso dare un contributo».

In provincia ci sono più di 250 biblioteche con centinaia di validi bibliotecari e di personale formato, il cui sapere non riguarda solo i libri ma anche la capacità di organizzare convegni di ogni sorta. «Dalla Rete, prosegue Barcella, abbiamo ricevuto risposte positive ed entusiaste». Una sinergia, quella fra università e biblioteche, basata sulla piena complementarità. Le biblioteche non infatti sono dei contenitori e quest’anno, del resto, hanno avuto un ruolo attivo nella scelta dei classici. A Marco Azzerboni, referente per i rapporti con l’Università degli studi di Bergamo, è stata data dall’Università una lista con una trentina di classici di diverse letterature ed è stato chiesto a lui di individuare 8 bibliotecari a cui sottoporla, in modo che poi, ciascuno di loro, stilasse una piccola classifica con cinque classici (uno per ogni letteratura), per i quali avrebbe gradito ospitare uno dei nostri incontri. L’unico patto? Quello di predisporre un gruppo di lettura attorno al testo prescelto.

Come si strutturano gli incontri

Ogni incontro sarà strutturato in due tempi: nel primo, avverrà la riflessione del docente sull’autore e sull’opera; nel secondo, avverrà invece un dialogo tra il docente e il pubblico, nel quale ci saranno persone che, avendo già letto l’opera grazie al gruppo di lettura, renderanno ancor più interattivo il tutto. La scelta dei giorni e degli orari è stata fatta coscientemente, in modo simmetrico e cooperativo: in linea con le peculiarità e le abitudini delle singole biblioteche e con la disponibilità del personale.

La letteratura: argine contro la banalità

«Stiamo affrontando un momento davvero complicato – prosegue Barcella –. Ma la Storia è un grande pendolo: fa vivere fasi in cui ogni cosa sembra pronta a fiorire e fasi in cui tutto pare destinato a franare inesorabilmente. L’umanista e forse più specificamente lo storico lo sa. Per questo, il pensiero va nutrito e lo si nutre anche e soprattutto confrontandosi proprio con le grandi prospettive delle grandi narrazioni e con le esperienze degli altri, con il modo con cui gli altri hanno attraversato il mondo, nonché le fatiche del loro tempo. È questo l’invincibile potere della letteratura e dei classici». Un potere creativo, al servizio della vita. «Che la letteratura serva alla vita, lo diceva già Primo Levi – afferma il docente –. Ne siamo convinti pure noi. Sia perché, grazie a questa occasione di incontro e confronto, contrasta un’esistenza che sta diventando sempre più povera di luoghi di riflessione e di condivisione; sia perché, a differenza, per esempio, di un podcast e alla sua fruizione passiva, leggere alimenta la creatività e arricchisce l’immaginazione: argini di difesa potenti contro il deterioramento del linguaggio e contro le banalizzazioni culturali della nostra epoca».

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