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(Foto di Alessandro Quasimodo)
Quasimodo torna agli esami di maturità. Dodici anni dopo la traccia riguardante l’opera del Premio Nobel dal titolo «Uomo del mio tempo», ieri è stata la volta dell’analisi del testo della poesia «E ride la gazza nera sugli aranci» tratta dalla raccolta «Ed è subito sera».
Quasimodo torna agli esami di maturità. Dodici anni dopo la traccia riguardante l’opera del Premio Nobel dal titolo «Uomo del mio tempo», ieri è stata la volta dell’analisi del testo della poesia «E ride la gazza nera sugli aranci» tratta dalla raccolta «Ed è subito sera».
«È una scelta che mi fa piacere – commenta Alessandro Quasimodo, figlio del poeta, attore teatrale, cinematografico e televisivo -. Questa traccia ha aiutato gli studenti , perché la poesia di mio padre è stata sempre amata dai giovani: è vicina alla loro sensibilità, è accessibile, non ci vuole il traduttore simultaneo per la sua comprensione».
Alessandro Quasimodo si definisce cittadino del mondo, ma per noi è bergamasco d’adozione. «In un certo senso sì – dice -. Ho casa a Palazzago, ho contatti con la Fondazione Giovanni XXIII, con il card. Capovilla, con tanti amici bergamaschi». E poi ha dato la voce a Papa Roncalli in Laterano a Roma per l’Oratorio diretto da Frisina.
E c’è poi un luogo ancora più pregno di memorie del Premio Nobel e non può che essere Città Alta. Salvatore Quasimodo infatti quando fu arrestato nel 1944 a Milano perché renitente alle leva e per le sue idee antifasciste, fu tradotto nel carcere di Sant’Agata e lì compose la poesia «Dalla Rocca di Bergamo Alta».
«Quella lirica – dice Alessandro Quasimodo – potrebbe essere riportata su una lapide da collocare appunto in qualche luogo alla Rocca». Un’idea semplice, ma che certamente valorizzerebbe ulteriormente quel luogo così carico di memorie, che si è intrecciato con la vita del Premio Nobel. Una poesia che potrebbe far riflettere sulle pagine dolorose del passato del poeta e di un buio periodo storico.
Leggi di più su L’Eco di Bergamo del 19 giugno 2014
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