La mela che nutre il mondo...
Il rilancio degli orti botanici

Prendete una mela che rappresenta la Terra, dividetela in 3 spicchi. Prendete lo spicchio delle terre emerse. Tagliatelo a metà: sono i terreni liberi da infrastrutture. Tagliate lo spicchietto in tre parti: solo una di queste rappresenta il terreno che deve nutrire 7 miliardi di persone.

Prendete una mela che rappresenta la Terra, dividetela in tre spicchi. Prendete lo spicchio delle terre emerse. Tagliatelo a metà: sono i terreni liberi da infrastrutture. Tagliate lo spicchietto in tre parti: due rappresentano le zone dove non si può coltivare perché ci sono le montagne, i deserti, o fa troppo freddo. La sottile fetta di mela che resta, rappresenta il terreno che deve nutrire 7 miliardi di persone.

Con questo esempio Gail Bromley dei Kew Garden di Londra, (che parla domani a BergamoScienza alle ore 15 al Teatro Donizetti: ingresso libero, posti disponibili) ha affascinato gli appassionati di botanica e giardinaggio arrivati da tutta la Lombardia in Cittadella per il convegno del decennale della Rete degli orti botanici della Lombardia.

Non più musei per specialisti, ma luoghi - ha detto l'esperta inglese - per conservare la biodiversità di piante e semi (sono a rischio di estinzione il 21% delle piante del mondo, molte alimentari e medicinali), per lottare contro le infestanti, per valorizzare le specie autoctone minacciate dal cambio climatico. Soprattutto, ha sottolineato, gli Orti sono luoghi fantastici, in mezzo alle città, per avvicinare la gente alla natura e far comprendere come dalle piante, alimentari e non, dipende la nostra sopravvivenza sul pianeta.

Grandi o piccoli, i visitatori degli orti botanici, che spesso prendono parte a attività e magari si trasformano in volontari della natura, sono in aumento: «La rete degli orti botanici lombardi - hapsiegato Gabriele Rinaldi direttore dell'Orto di Bergamo - nata a Bergamo dieci anni fa e che comprende oggi 7 giardini botanici, ha avuto quest'anno 200.000 visitatori. Attività scientifica, conservazione e comunicazione sono la nostra missione».

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