
Cronaca / Bergamo Città
Giovedì 27 Aprile 2017
«Oscar» europeo dell’innovazione
In finale 3 scienziati bergamaschi
In gara 15 «cervelli» di nove Paesi: per l’Italia Giuseppe Remuzzi, Carlamaria Zoja e Ariela Benigni del Mario Negri.
Bergamo
Quattro italiani finalisti al premio European Inventor Awards 2017, il più importante riconoscimento europeo all’innovazione, promosso da European Patent Office,e di questi tre sono bergamaschi: sono gli scienziati Giuseppe Remuzzi, 68 anni, Carlamaria Zoja, 61 anni e Ariela Benigni, 61 anni, dell’Istituto Mario Negri di Bergamo. I tre sono finalisti nella categoria «Industry»: i finalisti selezionati sono in tutto 15, tre per ognuna delle 5 categorie del premio e provengono da 9 Paesi. Considerato un’autorità mondiale della Nefrologia, Giuseppe Remuzzi (docente all’Università di Milano, direttore di Nefrologia al Papa Giovanni di Bergamo, coordinatore delle ricerche dell’Istituto Mario Negri di Bergamo, dove Carlamaria Zoja è responsabile del Laboratorio di fisiopatologia delle malattie renali e Ariela Benigni è capo del Dipartimento di Biologia molecolare), ha scoperto che l’utilizzo di inibitori enzimatici già in uso per l’ipertensione apportavano benefici per i malati con insufficienza renale cronica. I farmaci prodotti a seguito di questa intuizione ora sono la base dei trattamenti standard per oltre 200 milioni d i pazienti al mondo con malattie renali e per i trapiantati. «È stata per me una vera sorpresa questa nomina, si tratta di un lavoro di squadra che sta mostrando i suoi effetti, in particolare per le nefropatie non diabetiche – spiega Remuzzi –. Mi piace rimarcare che l’Istituto Negri non brevetta, e la nostra filosofia ha stupito anche gli organizzatori del premio: non brevettiamo perché non vogliamo restare legati alle nostre scoperte e vogliamo che le nostre idee circolino, grazie alle pubblicazioni, e diano benefici». I vincitori verranno resi noti il 15 giugno all’Arsenale di Venezia
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