Sarnico rivive con il turismo
Nel weekend sbarca «L'Eco cafè»

Sarnico rivive. Sono rinati i lidi, tanti i nuovi locali e il lungolago si è fatto il lifting. In 10 anni la cittadina ha cambiato volto e a metà estate registra +18% di presenze rispetto al 2011. Nel weekend l'Eco Cafè farà tappa qui.

C'era una volta, ma non più di una decina d'anni fa, un paese grigio e dimesso dove il lago si tuffava nell'Oglio. Tramontata da tempo la belle époque che aveva lasciato sul campo ville favolose ma ormai chiuse a catenaccio, si animava il sabato sera quando su e giù per uno spento lungolago arrivavano le famiglie con il cono gelato della Gatta o della Mei e poi a casa. Il lago si godeva dal cosiddetto «lido dei poveri» e il nome era tutto dire, mentre intristivano anche i residence costruiti negli Anni '70 quando dal Nord calavano tedeschi e olandesi.

La «vita» di Sarnico era tutta lì e se volevi una bella serata un filo più glamour, non c'erano alternative, bisognava lasciare la riva bergamasca del lago e raggiungere Iseo. Là c'erano localini chic, negozi all'ultima moda, c'erano gli stranieri che d'estate popolavano Sassabanek e gli altri camping di Clusane. C'era già Iseo jazz e la parola eventi si cominciava a declinare come calamita per turisti e come un asset di un'economia in cerca di nuova identità. Turisti raddoppiati Sarnico era lontana anni luce e - chi ci arriva oggi a fatica a crederci - 10 anni fa la cittadina era una Cenerentola superbetta e un filo snob, legata a un passato industriale che, come il simbolo delle realtà produttive del '900 - il Colorificio Sebino - oggi non c'è quasi più. È tutto cambiato, Iseo resta la capitale turistica del lago, ma Sarnico è senz'altro la damigella d'onore, tanto che uno storico locale iseano - il bar Lume - ha recentemente preso in mano la gestione dell'inossidabile bar San Marco e non è un caso: i turisti sono raddoppiati, grazie a un colossale lavoro di restyling in gran parte finito e a un calendario di eventi che scandiscono l'estate senza soluzione di continuità. E se Iseo resta la regina delle famiglie, Sarnico è senz'altro anche quella dei giovani. Fate un salto al lido Nettuno, che prima del make up era una mezza discarica abusiva su cui crescevano i rovi e bivaccavano i topi. Oppure al Fontanì dove se andavi a prendere il sole la mattina dovevi farti spazio tra bottiglie vuote e i moccini degli spinelli. O anche al lido Fosio, diventato un'incantevole balza verde su fiume da cui godere la vista sulla foresta dei tassodi di Paratico e più in là la diga.

Adesso che sono finiti i lavori sulla riva davanti al Cocca Hotel, a piedi o in bici si può percorrere tutta Sarnico e la sua lunga sponda a fianco del lago oppure sedersi ai tantissimi locali - bar, chioschi, ristoranti - aperti o ristrutturati negli ultimi anni. Un cambio di rotta che ha dirottato qui, da qualche tempo, anche un piccolo ma soddisfattissimo gruppo di piloti Ryanair con le loro famiglie: scendendo sul lago nell'avvicinarsi a Orio, hanno puntato gli occhi e deciso di prender casa qui, non troppo lontano dall'aeroporto e in più nell'incanto del Sebino e di una cittadina che il grigio se l'è cancellato da tempo. Boom di abitazioni Il rinnovato splendore non è a costo zero, Sarnico ha smobilitato le industrie ma si è riempita di case e non è finita perché il Piano di governo del territorio ha previsto altri ambiti di trasformazione che porteranno nuove costruzioni, per esempio un hotel nella zona del lido Nettuno. Ma l'amministrazione guidata dal sindaco Franco Dometti, giunta a metà del suo secondo mandato, ha deciso, fin dall'inizio, che sarebbe stato un prezzo ragionevole per cambiare la faccia a Sarnico. E c'è riuscita. E va avanti. Tenendo ben dritta la rotta, perché turismo farà sempre più rima con crescita economica. «Nel Pgt ? spiega l'assessore Alberto Marini ? si prevede un premio per chi convertirà immobili residenziali in turistici: il 30 per cento di volumetria in più», mentre il vicesindaco Romy Gusmini rilancia: «Dalla Provincia abbiamo avuto i dati degli arrivi aggiornati a metà luglio: il 18 per cento in più dell'anno scorso». Di questi tempi, sono numeri che fanno piangere di gioia.

Claudia Mangili

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