
L'Urlo
Domenica 28 Giugno 2015
La bandiera sbagliata
Che senso ha sparare a una bandiera? Prigionieri dei simboli più di ogni altro (forse perché in duecento anni di storia ne hanno collezionati pochi), gli americani hanno dichiarato guerra alla bandiera confederata. Il vessillo del Sud schiavista che perse la guerra di Secessione - e che rappresenta solo un cimelio cromaticamente affascinante per collezionisti - è entrato nel mirino di chi pensa bene.
E ciò è avvenuto dopo la strage di Charleston, dove un ragazzo di 21 anni parecchio disturbato (diceva di voler cominciare così la sua guerra civile) ha ucciso a colpi di pistola nove afroamericani mentre pregavano in una chiesa metodista. Due giorni fa la governatrice della South Carolina, Nikki Haley, ha chiesto di far rimuovere la bandiera sudista da tutti i luoghi pubblici e di vietarne l’esposizione in pubblico perché «è parte integrante del nostro passato, ma non rappresenta il nostro futuro e il fatto che abbia provocato dolore a molti è sufficiente».
Subito Google, Amazon e Ebay l’hanno tolta dai loro store digitali. In un eccesso di zelo che certamente moltiplicherà le polemiche è stata presa in considerazione l’ipotesi di non ripubblicare più il celeberrimo libro di Margareth Mitchell «Via col vento». Non ci sono ancora pronunce sulla proiezione del film con Clark Gable e Vivien Leigh. Pur dando il giusto peso al condizionamento evocativo dei simboli, ci sembrano conseguenze irrazionali di una terribile strage che ha ben altre cause. Prima fra tutte quella pistola carica regalata al killer Dylan Roof dai genitori per il compleanno. Finché negli Stati Uniti si potrà comprare un’arma con la stessa facilità di un dopobarba, la soglia della pubblica sicurezza continuerà ad essere minima. E l’unica a garrire al vento sarà la bandiera della violenza.
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Paolo Bazzana
9 anni, 9 mesi
In svizzera ogni persona che ha fatto il militare ha a casa un fucile. Non vedo problemi. Meditate.
MARIO PESENTI
9 anni, 9 mesi
Quando si usa bandiera lo si fa per ricordare una cosa, un'identità precisa, un ricordo collettivo e quella bandiera era il ricordo per eccellenza degli Stati del Sud. Ad oltre 150 anni in quelle terre non hanno ancora metabolizzato la fine della Guerra di Secessione e la diversità razziale. Quanto avvenuto lo dimostra. Per l'ennesima volta. La vendita delle armi c'entra poco e' l'odio razziale che rigurgita. Chi è diverso da me e' mio nemico ecco il succo del discorso. Gli USA non ancora superato quel trauma.
Alessio Finazzi
9 anni, 9 mesi
ieri col mitra in mano e la baionetta fra i denti a combattere al fianco degli americani contro i russi cattivi, oggi contro gli americani perchè in alcuni stati la vendita delle armi è libera??? MA VOI DA CHE PARTE SIETE? io sono contro l'americanizzazione del ukraina e assolutamente contrario alle basi missilistiche americane in ukraina. la vendita delle armi dovrebbe essere libera, e non dovrebbe essere un porto d'armi a determinarla, ma un certificato di idoneità. ognuno a le proprie idee, io ho le mie e le esprimo per quel che sono. vorrei ricordare che anche in italia era libera la vendita, giusto per far memoria
9 anni, 9 mesi
Giacchè Facchetti considera "difesa" quella attuata da Monella, la dice lunga su tutto il resto... A parte quello, io credo che più che sulla libera vendita/utilizzo delle armi, bisognerebbe lavorare sulla società e le persone perchè il problema non è solo quanto male possono fare con le armi, ma anche con il loro comportamento o i loro rancori.
rossi Arturo
9 anni, 9 mesi
La madre degli Imbecilli è sempre Incinta. Comunque non sarebbe male rivedere le vere cause della guerra americana.La schiavitù era praticata anche negli stati dell'unione,come il Maine e il Missouri,ed è stata la scusa ufficiale per la guerra, la causa vera era un'altra.Lincoln era del partito repubblicano e proprio per questo il kkk(10 mln di persone) votava per il partito democratico. Quindi semplificare la situazione su una bandiera è assurdo.
MATTEO BATTAGLIA
9 anni, 9 mesi
No ma Falcchetti ha presente quello che ha detto? in America uno qualsiasi dico uno qualsiasi può andare in un supermercato e comprarsi un kalasnikov, una pistola, un mitra o quel che vuole!!!! meglio 10 100 1000 volte un paese come l'italia!!!! poi non si preoccupi neanche in america le gang o le associazioni a delinquere vanno a prendersi le armi al supermercato!!!! in italia un 21enne malato mentalmente ha moltissime ma moltissime meno possibilità di prendere un mitra e andare a sparare all'impazzata sulla folla!!!! ha mai sentito di stragi cosi in italia??? può essere capitato per carità il genitore in casa ha una pistola e questo la ruba e va a sparare, ma in america una roba del genere succede 2/3 volte all'anno!!! ribadisco preferisco 10 100 1000 volte le regole sulle armi in italia!!! poi tra monella e uno squilibrato mentale è un paragone che non sta ne in celo ne in terra!!!
GIANCARLO SALVONI
9 anni, 9 mesi
Anche il Ponte di Monstar era un simbolo. Anche le statue distrutte di Hatra. Oggi nell'era della comunicazione globale si attaccano i simboli per avere diffusione mediatica. Cosa è più importante? Il simbolo o la persona? Siamo sicuri che al giorno d'oggi le persone contino più delle cose o degli oggetti? La morte di una persona fa ancora notizia? Del ponte di Monstar ci ricordiamo ancora dopo 20 anni. Cosa non funziona della memoria storica? E cosa non funziona del sentire collettivo?
pierluigi facchetti
9 anni, 9 mesi
Questa telenovela della facilità con la quale si acquistano armi negli USA non avrà mai fine? Come se gli omicidi avvenissero solo negli Stati Uniti. Come se i criminali avessero difficoltà a procurarsi armi illegalmente grazie al contrabbando, in tutto il mondo. Direttore, lei crede che l'Isis o la mafia le armi le acquistino in armeria col Porto d'Armi rilasciato dalla Questura? Per fortuna che negli USA si da il permesso alle persone a difendersi. Altri Paesi barbari, come l'Italia, mettono in prigione chi si difende in casa propria, come il caso Monella di Arzago.