
L'Editoriale
Mercoledì 15 Novembre 2017
Migranti come schiavi
Orrore in Libia
Cosa sta succedendo nei campi di detenzione libici in cui vengono «trattenuti» i migranti? Da tempo si sono levate tantissime denunce sulle condizioni disumane di detenzione. Nei giorni scorsi si è aggiunta anche la Cnn con la documentazione di vere e proprie aste nelle quali vengono venduti i migranti in alcuni di questi centri. Il filmato è stato consegnato anche alle autorità libiche perché indaghino su queste incredibili derive di neoschiavismo. In Libia, secondo l’Iom (International Organization for Migration), si trovano almeno 300 mila immigrati, ma è una cifra secondo molti esperti per difetto.
Ad esempio Attilio Ascani direttore di Focsiv, rete di Ong cattoliche, parla di mezzo milione di persone. I numeri ovviamente sono andati gonfiandosi negli ultimi mesi perché gli accordi tra Italia e Libia hanno portato a un rallentamento del flusso di migranti nel Mediterraneo. Proprio per questo il nostro Paese e la Ue sono finiti nel mirino delle polemiche, perché indirettamente responsabili di ciò che si sta consumando in centri di raccolta, oggi in gran parte fuori da ogni controllo perché nelle mani delle milizie libiche. La Commissione europea da parte sua è finita sotto accusa, per via della decisione presa nell’aprile scorso di destinare 90 milioni, tramite il Fondo Fiduciario Europeo di Emergenza per l’Africa, per «gestire le migrazioni in Libia attraverso attività di protezione e sviluppo economico». Ma il vero rischio, pur davanti alla documentazione di situazioni drammatiche come queste, è che politica ed istituzioni si trovino paralizzate. E non solo per la mancanza di un interlocutore politico con cui affrontare l’emergenza (il governo riconosciuto dall’Onu, quello di Fayez al-Sarraj controlla solo una piccola parte dei centri di detenzione). La Libia infatti non ha mai sottoscritto la Convenzione di Ginevra del 1951 che regola il Diritto d’asilo. Quindi non contempla la figura del «profugo»: chi varca i suoi confini è un clandestino e ha commesso un reato. I campi quindi non sono né di raccolta né tanto meno di accoglienza, bensì di detenzione.
Per affrontare la situazione dei campi, l’Italia ha tentato un’altra operazione: su iniziativa del vice ministro degli Esteri Mario Giro, ha proposto ad alcune Ong di impegnarsi in un’attività di controllo dei centri. In particolare il Governo ha stanziato 2 milioni per implementare progetti in tre campi: Tarek al Sika, Tarek al Matar e Tajoura. «È un bando per le nostre Ong che potranno recarsi ad operare nei centri anche nella prospettiva di chiuderli, di superarli», ha spiegato Mario Giro, che nei giorni scorsi ha incontrato i rappresentanti delle Organizzazioni non governative a Tunisi. «In attesa che Iom e Unhcr arrivino ad un accordo con le autorità libiche per mettere in campo una operazione sotto la loro egida, noi iniziamo ad operare nei centri esistenti in modo da non abbandonare a loro stessi i migranti che, sappiamo bene, si trovano in condizioni molto difficili».
Ma c’è un altro problema: le agenzie Onu potranno intervenire solo se i campi di detenzione verranno trasformati in campi per «richiedenti asilo». L’idea però non viene accettata dalla Libia. Per questo l’Italia ha proposto un’altra mediazione: costituire un «campo di transito» dell’Unhcr in cui andrebbero le persone più vulnerabili provenienti dai centri di detenzione e, assieme all’Iom, effettuare rimpatri volontari ed eventualmente l’Unhcr valuterà le richieste di asilo. Insomma, se la situazione è drammatica e moralmente inaccettabile, c’è chi sta lavorando per trovare soluzioni praticabili. E non bisogna mai dimenticare che quello che sta accadendo oggi è anche esito di una diplomazia occidentale (americana e francese in primis) che con piglio giustizialista aveva puntato alla caduta di Gheddafi, senza minimamente preoccuparsi di proteggere la Libia dal conseguente caos e dal vuoto di potere.
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Ivan Milesi
7 anni, 4 mesi
Che squallore. Certi commenti fanno vergognare gli stessi schiavisti.
Giovanni Alberto Calzaferri
7 anni, 4 mesi
Dai cala , cala.......... non esagerare con le frasi fatte e le iperboli che ti fanno credere migliore degli altri ergendoti a parole sempre superiore a tutti , un conto è commentare liberamente le notizie secondo le proprie idee (piacciano o non piacciano), un conto è essere implicati fattivamente nel trattare esseri umani i come schiavi come tacitamente si fa ancora in alcuni paesi sovrani africani e/o arabi.
Rosanna Vavassori
7 anni, 4 mesi
Tranquilli, in poche settimane saranno tra di noi a mangiare, bere e dormire in hotel; tutto gratis. Qualche sacrificio bisognerà pur farlo se si vuole venire nel paese dei balocchi.
DAVIDE AGAZZI
7 anni, 4 mesi
Guardi, potremmo stare ore o giorni a discutere se nella politica dell'accoglimento dei profughi / migranti abbia ragione Salvini, Renzi o Pinco Pallino. Ognuno porterà le proprie opinioni, tutte rispetabili, e chiunque se ne farà un'idea. Però, definire superficialmente "qualche sacrificio" stupri, torture, omicidi, annegamenti e sofferenze varie i tipi mi dispiace ma è inaccettabile. Provi a riflettere non dimenticando mai che si parla di esseri umani nè più nè meno di noi.
Giovanni Alberto Calzaferri
7 anni, 4 mesi
La schiavitù nei paesi arabi del nord Africa e del Medio Oriente non è mai stata debellata del tutto. Ufficialmente è stata abolita dalle potenze mandatarie o colonizzatrici e successivamente fatta propria dai governi locali ma nei fatti specie in Arabia Saudita è sopravvissuta sotto altre forme fino ad oggi. Questo vale anche per l'Africa nera dove di fronte al fallimento di molti stati sta riprendendo con vigore la cultura della schiavitù.
paolo cunico
7 anni, 4 mesi
finchè non li si convince che non possono più venire quì (siamo già pieni e non riusciamo a badare nemmeno ai nostri poveri e disoccupati) ci proveranno. il dramma del tragitto è questo e la colpa ricade anche a chi li illude di poter venire . poi ricordiamoci che la guerra a gheddafi fu voluta da sarkozy e hillary clinton(dopo che il qatar pagò un'enorme cifra alla sua fondazione),nonostante il parere contrario di obama. e poi se la prendono con trump ......
DAVIDE AGAZZI
7 anni, 4 mesi
Sono d'accordo con Lei; il grosso dei problemi è stato causato dalla Francia, proprio loro che ora chiudono la frontiera di Ventimiglia, che per questioni puramente economiche e non certo sociali ha assassinato Gheddafi creando l'anarchia in Libia che era proprio quello che voleva. E l'Italia ? zitta come sempre.
Damiano Valoti
7 anni, 4 mesi
Strano che ci sia qualcuno che lucra sui migranti... È proprio uno scoop, una novità assoluta!
piero moccoli
7 anni, 4 mesi
ma il messaggio di non andare in libia non e' ancora arrivato nel sud sahara ?? e si che con i megatelefonini di oggi ( ma dove telefonano sta gente con le ns ricariche telefoniche ? ) possibile che non mandino un messaggio a '' casa '' della serie non andate in libia che vi torturano?? e' inutile che lo dite all'europa ops italia.
Ivan Milesi
7 anni, 4 mesi
Non pago. Giù di pala per scavare il fondo e scendere più giù.
piero moccoli
7 anni, 4 mesi
ma il messaggio di non andare in libia non e' ancora arrivato nel sud sahara ?? e si che con i megatelefonini di oggi ( ma dove telefonano sta gente con le ns ricariche telefoniche ? ) possibile che non mandino un messaggio a '' casa '' della serie non andate in libia che vi torturano?? e' inutile che lo dite all'europa ops italia.