«Tremonti ha assunto questo impegno» ha spiegato al termine del pranzo Formigoni facendo riferimento alla questione ammortizzatori sociali: «Abbiamo sollecitato il ministro a chiudere l'accordo con le regioni questa settimana, per trasferire gli 8 miliardi di euro alle regioni (di cui 1,5 miliardi alla Lombardia) questa settimana, ovvero entro il 31 marzo, a sostegno di 85/90 mila lavoratori. Si prevede infatti un aumento del 2% di disoccupati: ma appunto abbiamo risorse per garantire a tutti un reddito». Ma durante l'incontro al Pirellone pare che a dominare sia stata la voglia condivisa di uscire al più presto da questa crisi con un impegno che coinvolga tutti utilizzando la leva della buona volontà che non può che poggiare il suo fulcro nel tessuto socio-economico del territorio. Questo, infatti, lo spirito che si è respirato durante il pranzo di lavoro (a porte chiuse) che ha riunito davanti a un sobrio menù (dai classici caratteri del pranzo di lavoro "lombardo": lasagnetta di pasta fresca agli asparagi e filetto di vitello con salsa di senape e patate, acqua e vino della Franciacorta NdR) in tutto una sessantina di persone: una cinquantina gli esponenti del mondo economico, industriale e sindacale invitati e una decina di esponenti della giunta regionale: il vicepresidente e assessore all'Istruzione Gianni Rossoni, e gli assessori Davide Boni (Territorio e Urbanistica), Massimo Buscemi (Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo sostenibile), Raffaele Cattaneo (Infrastrutture e Mobilità), Romano Colozzi (Risorse e Finanze), Romano La Russa (Industria), Mario Scotti (Case e Opere pubbliche) nonché il sottosegretario Marcello Raimondi. Tra gli invitati Salvatore Ligresti (Fonsai), Marco Tronchetti Provera (Pirelli), Ennio Doris (Mediolanum), Roberto Mazzotta (Banca Popolare Milano), Giuseppe Guzzetti (Fondazione Cariplo), Carlo Sangalli (Confcommercio), Giuliano Zuccoli (A2A), Pietro Guindani (Vodafone) Gaetano Miccichè (Intesa Sanpaolo), Sergio Dompè (Farmindustria), Luigi Roth e Michele Perini (Fiera Milano), compresi i bergamaschi Alberto Bombassei (Brembo e vicepresidente di Confindustria), Gianfelice Rocca (Techint e vicepresidente di Confindsutria), Carlo Pesenti (consigliere delegato di Italcementi), Beatrice Trussardi (gruppo Trussardi), Antonio Percassi (gruppo Percassi) e Gigi Petteni (segretario generale della Cisl Lombardia).
«La volontà di tutti è che la crisi, che è stata finanziaria ed ora è economica, non si trasformi in crisi sociale, noi abbiamo gli strumenti perché non diventi crisi sociali» ha spiegato ancora Formigoni. «C'è stata consapevolezza del fatto che siamo più forti se siamo più uniti, remiamo tutti nella stessa direzione - ha aggiunto Formigoni - quello che ci interessa non è il destino di una singola impresa, ma è salvare la forza dell'intero sistema». Tra chi ieri, al tavolo, ha preso la parola anche il segretario regionale Cisl Petteni: «Ho evidenziato al ministro Tremonti che il peso sociale sui cittadini sta crescendo molto: quotidianamente tante persone vengono al sindacato per capire come riuscire ad affrontare i problemi. E il sindacato poi incontra i prefetti per verificare al possibilità di dare corso a progetti per uscire dalla difficile situazione in cui tutti ci troviamo». Ed è per questo che, ha evidenziato ancora Petteni durante il pranzo al Pirellone, «occorre al più presto operare sugli ammortizzatori sociali: la nostra preoccupazione e la nostra volontà è quella di "tenere" la coesione sociale. Ecco perché diventa fondamentale che i fondi per gli ammortizzatori arrivino al più presto e in modo adeguato alla Lombardia rispetto al vero peso della sua economia». Risorse che, ha precisato Petteni, devono essere in grado «non solo di rappresentare un sostegno al reddito dei lavoratori, ma anche la base di partenza per finanziare progetti da mettere in campo, anche in formula sperimentale, per superare la crisi. Non vogliamo vivere di soli ammortizzatori sociali, ma uscire dalla crisi con un sistema complessivo migliorato». Per Petteni, quello che è emerso dall'incontro «è la consapevolezza che la crisi la si può superare lavorando tutti insieme, valorizzando e costruendo nuove opportunità di sviluppo partendo proprio dal territorio: cogliendo e sostenendo i dinamismi che si evidenziano nel territorio anche in questa fase è possibile trasformare le energie esistenti in significative opportunità e, di conseguenza, le criticità in nuovi dinamismi». Nel corso del pranzo anche altri presenti hanno preso la parola: tra questi anche Carlo Pesenti, che si è soffermato su alcuni temi legati al credito e allo sviluppo legato alle grandi opere e alle infrastrutture. Nel corso del pranzo, Formigoni ha evidenziato inoltre che nell'attuale scenario macroeconomico e per realizzare quelle grandi riforme di cui il Paese ha bisogno «è necessario attuare realmente il federalismo, occorre cioè accelerare i tempi di attuazione di questa riforma, in particolare del federalismo fiscale». «I cinque anni preventivati sono troppo, soprattutto alla luce della crisi economica - ha concluso Formigoni - il sistema Lombardia, al pari del sistema Italia, non può vivere con l'incognita del federalismo che verrà».
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