La crisi, che ha ridotto il budget mensile delle famiglie lombarde destinato al tempo libero e all'acquisto di beni superflui, per una cifra complessiva stimata di oltre 520 milioni di euro al mese, ha cambiato anche le abitudini degli imprenditori lombardi. Non solo più dell'85% è pronto a fare rinunce tagliando su acquisti e tempo libero, ma circa il 60% è disposto a mettere mano al patrimonio personale per sostenere la propria impresa.
In tempo di crisi gli imprenditori in Lombardia rinunciano soprattutto ad acquistare beni superflui (63,8%), meno ai piaceri del tempo libero. Riducono i viaggi (10,4%) e rimandano pranzi e cene al ristorante (9,3%). Ma in pochi sono disposti a rinunciare ai momenti di evasione: solo il 2,3% ha ridotto, infatti, le uscite a teatro e ha smesso di seguire spettacoli, mostre e concerti.
Quasi il 60% degli imprenditori lombardi intervistati ha fatto ricorso al proprio patrimonio per sostenere l'impresa. La percentuale dei bergamaschi (67,3%) supera la media e così avviene a Monza e Brianza (64,4%), a Pavia (64,4%) e Como (63,3%).
Gli imprenditori bergamaschi «spiccano» anche per la rinuncia ai beni superflui: sono il 68,2% quelli che evitano spese per ciò che non è strettamente necessari (la media segna 63,8%).
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