
(Foto di Beppe Bedolis)
Bergamo? Bellissima. E pure sorprendentemente ospitale, a dispetto dei canoni che vorrebbero i bergamaschi un filo scontrosi. Ma un difettuccio i 32 ragazzi della «Summer University» l’hanno trovato: si parla poco inglese.
Bergamo? Bellissima. E pure sorprendentemente ospitale, a dispetto dei canoni che vorrebbero i bergamaschi un filo scontrosi. Ma un difettuccio i 32 ragazzi che hanno appena concluso la propria esperienza alla «Summer University» l’hanno trovato: «Devo dire che non mi aspettavo che così poca gente qui conoscesse la lingua inglese» è il garbato rilievo di Alina, studentessa russa.
Un versante sul quale lavorare, soprattutto per aprirsi ad un turismo davvero internazionale. Per il resto, però, i giovani che hanno partecipato all’iniziativa dell’Agee (l’Associazione degli stati generali degli studenti dell’Europa» promuovono Bergamo. C’è chi se l’aspettava più piccola e con molto più traffico, ma tutti concordano sul fatto che sia «un bel posto dove vivere». E pure gentile: «Arrivando mi sono perso e ogni persona a cui ho chiesto informazioni mi ha aiutato: addirittura una signora mi ha anche regalato una mappa» racconta il 25 enne turco Emreh.
© RIPRODUZIONE RISERVATA