La Cisl lancia l’allarme
«A rischio il trasporto pubblico»

«Bisogna garantire i servizi e l’occupazione nell’anno di Expo». I sindacati lanciano l’allarme e chiedono misure concrete.

Incontro fiume quello che c’è stato tra le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil della Lombardia e l’assessore regionale ai Trasporti Alberto Cavalli per esaminare le prospettive del trasporto pubblico regionale, soprattutto alla luce dei preannunciati tagli alle Regioni previsti dalla legge di stabilità.

Nell’incontro l’assessore Cavalli ha evidenziato i rischi di pesanti ricadute sui trasporti per il 2015, se venissero confermati gli oltre 900 milioni di tagli al bilancio regionale e i 155 milioni di minori risorse da parte dello stesso bilancio per finanziare il sistema del Trasporto pubblico.

Con tali tagli diventerebbe critico e non possibile confermare per il prossimo anno lo stesso livello di corse oggi previsti dai contratti di servizio in Lombardia. «L’incontro ci conferma una forte preoccupazione per il futuro del trasporto pubblico in Lombardia che, invece di essere al centro di nuovi investimenti come servirebbe, rischia per il 2015 un taglio netto delle corse e dei servizi ai cittadini - dichiara Roberto Benaglia, segretario regionale Cisl Lombardia - Proprio nell’anno di Expo, Milano e la Lombardia non possono sopportare tagli e minori servizi: assisteremmo ad un crollo del sistema, tutto sulle spalle di cittadini e visitatori. il dialogo con l’assessore Cavalli è stato intenso e utile, ma come sindacato denunciamo la logica dei tagli lineari che invece di aggredire gli sprechi attacca servizi indispensabili, mettendo a rischio anche centinaia di posti di lavoro».

«Tutto questo è inaccettabile» lancia l’allarme la Cisl. Il governo deve assolutamente garantire risorse adeguate, redistribuendole sulla base dei costi standard. La Regione deve battersi per ottenere nuove risposte, ma anche garantire aziende, lavoratori e cittadini che non possono essere abbondanti a se stessi.

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giuseppe regazzoni

10 anni, 5 mesi

CARO SIG. MACARIO...I BUS DI MONTAGNA VIAGGIANO CON POCHI PASSEGGERI...MA VORREIDIRE CHE CI SONO MASSIMO 2 ,3, COLLEGAMENTI GIORNALIERI .ANCHE LA GENTE DI MONTAGNA PAGA LE TASSE E MOLTO SALATE NONOSTANTE I DISAGI A CUI E' SOGGETTA. TOGLIAMO LE TASSE ALLA GENTE DI MONTAGNA E SI DICA DI ARRANGIARSI.. INVECE TUTTI PAGANO LE TASSE.BASTA CON LA PENALIZZAZIONE DELLA MONTAGNA.... FACCIAMO PAGARE AI SOLITI FURBI CHE EVADONO LE TASSE, I BIGLIETTI DEL SERVIZI PUBBLICI, DEL PARCHEGGIO, ECC. ECC. ED I CONTI TORNERANNO.

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Giuseppe Nani

10 anni, 5 mesi

In tutto il mondo civile il prezzo del biglietto è pari al costo del servizio; in Italia no. Perché?

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alfonso desiderio

10 anni, 5 mesi

Gli allarmi dei sindacati servono solo a dire che ci sono anche loro anche se non servono a niente anzi sono deleteri alla società. Il trasporto ci sarà sempre se ci sarà motivo che ci sia. Speriamo che sia privato così sarà senza costi per chi non lo usa.

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paolo macario

10 anni, 5 mesi

Cominciamo con il razionalizzare le corse per esempio dei bus. in certi orari dovrebbero esserci anche 2/3 bus su certe linee e in certi orari anche nessuno. ci son linee di montagna con bus da 54 posti che girano vuoti tutto il giorno e se c'è sopra qualche passeggero ha una qualche esenzione dal pagamento del biglietto. a tutti gli enti pubblici di gestione non è mai interessato il controllo della spesa, ora che devono farlo via al terrorismo psicologico.

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