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Cronaca
Giovedì 12 Marzo 2009
Centro commerciale, la Regione
dice no a Costa Volpino
Tornando al progetto di Costa Volpino (35 mila metri quadri di struttura di vendita e 15 mila per funzioni di intrattenimento nella zona Santa Martina), ovvio che il muro della Regione faccia esultare i negozianti. «Ho stappato una bottiglia alle parole dell'assessore - ammette Antonio Martinelli, presidente dei commercianti di Costa Volpino -, anche se in realtà non ha detto niente di nuovo. L'Amministrazione comunale è l'unica a non avere ancora capito che l'ipotesi di un centro commerciale è in contrasto col Piano regionale del commercio». Ipotesi che in Comune ha fatto traballare la maggioranza di centrodestra, con il ritiro degli assessori della Lega e di An, e dalla quale ora, il sindaco Laura Cavalieri sembra prendere le distanze. «Il Centro commerciale non è un'opera del Comune - dice -. Nel Piano di governo del territorio non si è inserito niente, c'è solo l'ipotesi della trasformazione dell'area da agricola a commerciale. Il Pgt adottato (e che entro aprile passerà in Provincia per il parere di compatibilità col Piano territoriale di coordinamento provinciale, ndr) ipotizza delle urbanizzazioni, non dice che l'opera si farà». E rispetto alle dichiarazioni dell'assessore Nicoli Cristiani il primo cittadino commenta: «Rispetto le sue posizioni, ma non sono un problema del Comune, bensì di chi vorrà insediare un centro commerciale». Nella fattispecie la società proponente Rancinel Sviluppo di Bergamo, tutt'altro che intenzionata a gettare la spugna. «Andremo avanti passo dopo passo per raggiungere l'obiettivo, ovviamente nel rispetto delle norme e della volontà politica», fanno sapere dalla società, annunciando che nel frattempo si sono fatti avanti Carrefour e altri marchi, «molto interessati alla proposta».
E i vincoli del Piano del commercio per le aree lacustri? «Se da una parte il Piano vieta l'aumento delle superfici di vendita - precisano dalla Rancinel Sviluppo -, dall'altra, però, le leggi sono assoggettate agli Accordi di programma, nell'ambito dei quali si stabilisce cosa fare o no. Nel momento in cui potremo procedere, se le norme saranno ancora queste, chiederemo un Accordo di programma. Se ci saranno nuove norme, vedremo il da farsi. Il periodo è incerto, visto che anche il Piano triennale del commercio è scaduto, ed è ancora tenuto in vita "in attesa di"».
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