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Per questi motivi la Corte, con la sentenza 5621, ha respinto il ricorso del comune di Parma che protestava per una decisione del locale giudice di pace il quale aveva a sua volta annullato una multa per divieto di sosta firmata da un ausiliario del traffico. In particolare l'amministrazione comunale giustificava i poteri di contravvenzione concessi agli ausiliari con «motivi di ordine economico».
In pratica, in questo modo il Comune risparmiava. Ma anche in questo caso la Cassazione ha ripetuto che non ci sono giustificazioni che tengano: i vigili ausiliari possono mai essere equiparati ai pubblici ufficiali e devono occuparsi solo delle «violazioni relative alle aree in concessione o che intralciano l'utilizzo di tali aree». A tutto il resto ci devono pensare le «divise».
A Bergamo, nel 2008, gli ausiliari del traffico dell'Atb - competenti solo per le aree in concessione (strisce blu e gialle per i soli residenti) - hanno elevato 23.000 contravvenzioni.
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