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Un modo per coinvolgere tutti gli appassionati e ricordare i due fratelli di Nembro, protagonisti di tante avventure alpinistiche sulle cime di mezzo mondo, prima fra tutte la Nord dell’Eiger portata a termine lungo la via Heckmeier nel gennaio 1990.
Le precedenti edizioni erano stati vinte da Ivo Ferrari, con la prima ripetizione in solitaria di «In cammino con Marco e Cornelio», via pressoché sconosciuta in Presolana, e Marco Birolini e Gregorio Savoldelli, proprio grazie alla via Heckmair sulla nord dell’Eiger.
Quest’anno le candidature sono sette. Giovanni Moretti e Ivo Ferrari con la cima d’Angheraz, lungo la via Massarotto-Zonta, itinerario «dimenticato» ma estremamente impegnativo nel gruppo della Croda Granda; Simone Moro, con la prima dell’inviolata parete del Beka Brakai Chhok in Pakistan, assieme a Herve Barmasse; la scoperta e l’esplorazione dell’abisso FA7 da parte di Giorgio Tomasi; la ripetizione del diedro Chibania nelle Gole di Todra (Marocco), firmata da Matteo Bertolotti e Luca Galbiati; il Fitz Roy (ripetizione della Supercanaleta) di Yuri Parimbelli e Piera Vitali; la nuova via «Dilettanti allo sbaraglio» portata a termine sul versante Nord della Presolana da Giangi Angeloni e Daniele Calegari e, infine, Roby Piantoni e Marco Astori con la salita al Gasherbrum I e il successivo tentativo di traversata al Gasherbrum II in Pakistan.
Al vincitore andrà la scultura che Italo Chiodi ha realizzato partendo dal logo dello stesso premio, rielaborato: due segni proiettati verso l’alto, quasi in equilibrio sul piedistallo
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