Al voto Ue sul riarmo l’Italia si divide
MONDO. Italiani divisi nel cruciale voto al Parlamento europeo sul sostegno all’Ucraina e sul piano di riarmo dei Paesi dell’Unione (ReArmEU) proposto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
MONDO. Italiani divisi nel cruciale voto al Parlamento europeo sul sostegno all’Ucraina e sul piano di riarmo dei Paesi dell’Unione (ReArmEU) proposto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Un esempio, da imitare e da seguire. E quale esempio migliore di Sergio Mattarella per sigillare il patto tra l’Accademia della Guardia di Finanza, che da oggi vede unificato a Bergamo l’intero corso di studi, e i giovani cadetti chiamati a servire lo Stato in una delle battaglie più dure e difficili, quella contro il riciclaggio di denaro sporco e l’evasione fiscale? È a questi stessi giovani ch…
Siamo diventati prigionieri della metafora della guerra. È guerra l’epidemia. È postbellica la «fase due». Ricostruzione dalla guerra è detto il rilancio economico post-coronavirus. È chiamata solidarietà per il dopo-guerra «l’unità morale» ora invocata per superare il collasso economico procuratoci dalla crisi sanitaria. Le analogie col passato possono risultare assai utili per orientarsi nel pr…
Un’ombra incombe sul cammino radioso del nuovo governo giallo-rosso: l’accusa di trasformismo. Una brutta parola trasformismo. Nel gergo popolare vuol dire più o meno poltronismo: essere cioè disposti a tutto pur di non mollare la cadrega. Un vecchio vizio di noi italiani, immortalato nel motto «Francia o Spagna purché se magna». Troppo facile, però, scandalizzarsi dei facili cambi di maggioranza…
Come tutte le spartizioni delle poltrone, anche quella dei sottosegretari ha registrato vincitori e sconfitti, morti e feriti, grandi illusioni e grandi delusioni. Miserie del potere, si potrebbe dire, ma niente di nuovo sotto il sole:
si racconta che il povero De Gasperi, quando formava un governo, dovesse sopportare la moglie di un aspirante sottosegretario che ogni mattina lo aspettava al p…
di Giambattista Gherardi «Purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli Italiani». La celeberrima affermazione che Massimo d’Azeglio affidò alle sue memorie, pubblicate postume nel 1867, sembra essere ancora d’attualità.
«Purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli Italiani». La celeberrima affermazione che Massimo d’Azeglio affidò alle sue memorie, pubblicate postume nel 1867, sembra essere ancora d’attualità. In vista delle elezioni europee non si intravede una comune strategia tricolore verso Bruxelles.