Liverpool-Atalanta, studio sulla metamorfosi nerazzurra: ecco i dati che spiegano il prodigio di Anfield

scheda. L’approfondimento di Gianluca Besana

Lettura 5 min.

SEGUI CORNER ANCHE SU FACEBOOK E INSTAGRAM !

C om’è cambiato il volto di Klopp durante Liverpool-Atalanta l’avete visto tutti. Il tecnico tedesco è passato dall’avere l’espressione sicura, con quel suo ghigno un po’ storto di chi la sa lunga e sa come sistemarti per le feste, a quella incredula e tesa del finale di partita. Probabilmente anche lui aveva immaginato un quarto di Europa League diverso, più “comodo”, da giocare contro quella squadra che nei filmati visionati e relativi alla gara della domenica precedente, gli era parsa talmente involuta da poterla battere anche facendo ampio ricorso alle seconde linee. Invece, il tecnico tedesco si è trovato di fronte l’Atalanta nella sua versione migliore, concentrata e atleticamente impeccabile, contro la quale non conviene scherzare, perché poi si finisce con il pagare dazio. Un’Atalanta motivata e lontana anni luce dalla sua versione sbiadita di Cagliari. Cosa possa cambiare nella testa e nelle gambe dei giocatori nel giro di quattro giorni ha dell’inspiegabile, e resta un mistero. Ma questo è il bello del calcio e gli allenatori lo ricordano sempre: ad ogni caduta, il calendario ti offre immediatamente la possibilità di rialzarti. L’Atalanta di Anfield ha mandato al diavolo tutti i ragionamenti speculativi fatti nei giorni precedenti, e che si basavano su un’attenta analisi delle possibilità, ma è anche rimasta fedele, anzi, fedelissima, a quanto fatto vedere fino ad ora. Ovvero una squadra incostante nel rendimento, capace di compiere imprese storiche, come di crollare di fronte ad avversarie di rango inferiore. Una squadra dove gran parte dei nuovi fatica ancora ad imporsi con continuità, ma che quando sono nella giornata giusta, hanno tanta qualità da poter far male anche alle corazzate d’Europa. Sì perché il Liverpool avrà anche cominciato con in campo le sue riserve, ma poi ha schierato i titolari, e con quelli ha incassato altri due gol, mentre gli undici di Gasperini hanno lottato dall’inizio alla fine ribattendo colpo su colpo agli assalti dei ragazzi di Klopp. Questa volta l’Atalanta ha funzionato con la precisione di un orologio svizzero, tale da indurre il suo tecnico a non toccare nulla nonostante nel finale fosse emersa una certa stanchezza. Una vittoria rotonda che però paradossalmente non garantisce la qualificazione, perché il Liverpool è una delle squadre più forti al mondo, ed ha la capacità di imporsi ovunque, contro chiunque, e di ribaltare qualsiasi passivo, anche un 3-0. Ma veniamo ora all’analisi dei dati della partita, per vedere com’è maturata la storica vittoria dei nerazzurri.