Inchiesta «I quartieri al centro». Monterosso, il quartiere che «invecchia» di più

È la zona della città in cui la percentuale di over 60 è maggiore: il 36,4%. Nel 1987 il 51,1% dei residenti era under 40. Ma le famiglie restano numerose.

La vetta è qui, a Monterosso. Perché se nessun territorio – o quasi – sfugge all’invecchiamento, è questo il quartiere dove il fenomeno è più evidente: a Monterosso il 36,4% dei residenti ha oltre sessant’anni d’età, il dato più alto tra tutti i rioni della città, e con una quota superiore di oltre cinque punti percentuali alla media cittadina (che è del 31,2%). In valori assoluti, su 4.166 residenti a Monterosso, in 1.518 sono over 60: 1.099 di questi (il 26,4% dei residenti del quartiere) sono nella fascia 60-79 anni, altri 410 (il 10,1%: è uno dei quattro quartieri in «doppia cifra») sono over 80. Ne consegue, tra l’altro, che la forbice tra giovani e anziani è praticamente nulla: mentre gli over 60 sono appunto il 36,4%, gli under 40 «pesano» invece per il 36,8%; un sostanziale pareggio, mentre se si guarda alla media cittadina i giovani sono il 38,8% e gli anziani il 31,2% (c’è cioè una forbice di 7,6 punti percentuale in favore dei giovani).

Nello specifico, oggi a Monterosso gli under 18 rappresentano il 15,1% dei residenti e i 18-39enni il 21,8%. La fascia di mezzo, quella dei 40-59enni che valgono il 26,7% dei residenti di Monterosso, è la più sottile rispetto agli altri spicchi della città: nei quartieri di Bergamo, infatti, in media i 40-59enni rappresentano il 30% dei residenti.

Era decisamente diversa, tre decenni fa, la fotografia di Monterosso. Nel 1987, infatti, il 51,1% dei residenti nel quartiere aveva meno di quarant’anni (un dato migliore rispetto alla media cittadina, che si fermava al 49,5%), mentre gli over 60 erano solo il 20,7% (e la media cittadina era invece più alta, al 23%). Addirittura, nel 1987 gli ultraottantenni a Monterosso rappresentavano solo l’1,4% dei residenti: alla fine del 2020, il loro peso percentuale è cresciuto di sette volte; in valori assoluti, si è passati dai 59 over 80 del 1987 ai 419 del 2020.

La stabilità dei residenti

Rapida e consistente la crescita degli anziani, in questi tre decenni Monterosso in realtà è cresciuto di poco. Alla fine del 1987 i residenti erano 4.086 e alla fine del 2020 sono saliti a 4.166, con una crescita del 2% in linea con la media cittadina (+2,4%), ma ben più lenta di alcune aree limitrofe (+6% a Valtesse-San Colombano e +27,1% a Redona, per esempio). L’andamento è stato sostanzialmente sempre lineare, senza scossoni: nel 1994 si era saliti sino a 4.527 abitanti, nel 2001 erano 4.554, poi gradualmente la popolazione s’è limata di pochissime decine di cittadini ogni anno, restando però sempre sopra l’asticella dei 4mila residenti.

Una «calma», questa, che si osserva anche rispetto ai movimenti di residenti al netto di nascite e decessi: nel 2020, per esempio, il saldo è stato pressoché nullo tra quanti qui hanno preso residenza (137 persone) e quanti invece hanno lasciato il quartiere trasferendosi altrove (134 persone). Sostanzialmente stabile anche il mercato immobiliare: dalle 36 transazioni del 2019 si è passati alle 34 del 2020, a prezzi praticamente immutati attorno ai 1.600 euro al metro quadrato. I redditi, a 27.501 euro annui pro capite in media, sono sovrapponibili al dato della città (27.677 euro).

Dopo una significativa crescita, invece, da circa un decennio la presenza degli stranieri si è congelata: nel 1987 erano appena 11 i cittadini non italiani nel quartiere e nel 2011 sono diventati 542; da lì in poi si sono susseguiti piccoli saliscendi sino ai 527 cittadini stranieri presenti a Monterosso al 31 dicembre 2020. Sono cioè il 12,7% dei residenti, mentre la media cittadina è del 16%.

La famiglia «tiene»

Lo sguardo alle famiglie, forse un po’ a sorpresa, offre dei dati interessanti: nonostante l’invecchiamento, i nuclei restano discretamente ampi. Innanzitutto, le persone che vivono da sole sono meno della media cittadina: è «unipersonale», cioè composto da una sola persona, il 39% dei nuclei familiari di Monterosso, mentre a livello cittadino ci si attesta al 46,1%. E mentre i nuclei formati da 2 persone a Monterosso sono il 28,2%, il dato più alto tra i rioni cittadini, restano però al di sopra della media cittadina tutti i «format» che includono i figli: le famiglie composte da 3 persone rappresentano il 15,5% dei nuclei (la media cittadina è del 14,2%), quelli con 4 persone sono l’11,1% (la media cittadina è al 10,5%), quelli con 5 persone sono il 4% (la media cittadina è al 2,9%), quelli con 6 o più persone sono il 2,2% (la media cittadina è all’1,1%).

La tendenza imminente, tuttavia, rischia di essere quella della contrazione delle famiglie, perché la natalità resta in calo. Nel 2020 a Monterosso sono nati 19 bambini (di cui 4 da genitori stranieri), pari a 4,6 bebè ogni mille residenti: un dato piuttosto al di sotto della media cittadina, che si attesta a 6,3 nati ogni mille residenti. La traiettoria, tra l’altro, è di flessione, perché nel 2003 i fiocchi rosa o azzurri erano stati 34, cioè 7,5 ogni mille abitanti. Nel 2009 si era invece toccato un picco di 43 nascite, oltre il doppio di quanto registrato nel 2020. Curiosità: il 2020, tra l’altro, ha evidenziato un particolare boom dei fiocchi rosa, perché sono nate 12 femmine contro i soli 7 maschi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA